Edelson PC, lo studio legale che ad aprile ha intentato sette cause contro OpenAI per conto delle vittime e delle famiglie coinvolte nell’attacco di Tumbler Ridge, questa settimana presenta 30 nuovi ricorsi. Tra i nuovi querelanti figurano insegnanti, un preside e studenti che si trovavano nell’edificio scolastico durante l’attacco, ma che non sono stati colpiti fisicamente. Nei ricorsi si sostiene per la prima volta, oltre alla presunta negligenza di OpenAI nel prevenire l’attacco, che la società abbia anche fornito assistenza e favoreggiamento alla strage. Si osserva che questa accusa richiede di dimostrare l’intenzionalità di OpenAI e potrebbe essere oggetto di istanze di rigetto nelle fasi iniziali.
Le nuove cause, intentate martedì in California, riguardano la sparatoria avvenuta il 10 febbraio alla Tumbler Ridge Secondary School, nella provincia canadese della British Columbia. Jesse Van Rootselaar ha prima ucciso in casa la madre e il fratellastro, poi si è recato a scuola, dove ha ucciso altre sei persone e ne ha ferite decine; successivamente si è suicidato.
Secondo quanto riportato da The Wall Street Journal, i dipendenti di OpenAI si erano preoccupati perché Van Rootselaar utilizzava ChatGPT in conversazioni che includevano anche consigli sulla violenza armata e sulla pianificazione di attacchi. Secondo quanto riferito, i dipendenti avevano proposto di informare le forze dell’ordine canadesi, ma i dirigenti avevano deciso di non contattare le autorità. La società ha chiuso l’account, ma Van Rootselaar ha potuto aprirne uno nuovo poco dopo. OpenAI ha sostenuto che le attività dell’utente non avevano raggiunto la soglia di rischio «imminente e credibile» di gravi danni fisici che avrebbe richiesto di contattare le forze dell’ordine.
Nelle nuove denunce si sostiene che Chris Lehane, responsabile degli Affari globali di OpenAI, abbia detto ai dipendenti di non contattare le autorità. Lehane non figura come imputato nelle cause; OpenAI nega invece che sia stato coinvolto nella decisione o nel team investigativo. Jason Kwon, responsabile della strategia dell’azienda, ha dichiarato che le accuse sono «assolutamente false». Jay Edelson, l’avvocato principale nelle cause, ha affermato che Lehane e il CEO Sam Altman, insieme al team per la sicurezza, saranno «testimoni fondamentali».
Le denunce mettono inoltre a confronto le motivazioni di «prossimità» e «privacy» addotte da OpenAI con le misure di sicurezza adottate dopo la presunta minaccia contro gli uffici di San Francisco nel novembre 2025. In quell’occasione l’azienda aveva chiuso i propri uffici, avvertito i dipendenti, condiviso il nome e la foto del sospettato e informato il San Francisco Police Department.
Perché è importante
Il fatto che l’ondata di cause coinvolga anche dipendenti scolastici e studenti non colpiti fisicamente indica che si intende estendere l’impatto giuridico dell’attacco oltre le persone ferite direttamente. L’accusa di favoreggiamento porta il caso oltre il semplice dibattito sulla negligenza; tuttavia, la necessità di dimostrare l’intento lascia questa richiesta esposta alle contestazioni preliminari sulla sua ricevibilità. La mancata segnalazione alle forze dell’ordine nonostante le preoccupazioni dei dipendenti e la possibilità di riaprire l’account chiuso pongono al centro della causa il modo in cui l’azienda applica la soglia dei danni gravi e l’adeguatezza delle misure di sicurezza. Il percorso diverso seguito nel caso della minaccia contro gli uffici di San Francisco lascia aperta la questione se le motivazioni legate alla prossimità e alla privacy siano state applicate in modo coerente, mentre le versioni contrapposte sul ruolo dei dirigenti nel processo decisionale accrescono il peso delle testimonianze.
Contesto
OpenAI non è un nome nuovo nell’archivio di FikirPilot: negli ultimi 90 giorni abbiamo pubblicato 9 notizie in cui compare questo nome; la più recente è del 2 settembre 2026.