I documenti del contratto da 200 milioni di dollari tra il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e OpenAI hanno rivelato che il dipartimento chiedeva modelli di intelligenza artificiale che rifiutassero il meno possibile i comandi per l’uso militare. Nel documento con codice P00003 si prevede che i sistemi “OpenAI Mission Models” abbiano tassi minimi di rifiuto negli scenari di sicurezza nazionale e che siano sottoposti a test.
Il portavoce di OpenAI Nate Evans ha dichiarato che questa formulazione era presente nella precedente bozza del Pentagono, che è stata rimossa dopo le obiezioni e che non è stata inclusa nell’accordo in vigore. Anche il Pentagono ha dichiarato che nel contratto attuale non esiste una simile clausola. Tuttavia, il documento non era contrassegnato come bozza, nonostante nella richiesta FOIA fosse stato chiesto il contratto firmato; un avvocato del Dipartimento di Giustizia ha inizialmente confermato che era firmato e in vigore, per poi ritirare tale conferma.
OpenAI, Google, Anthropic e xAI hanno iniziato a sviluppare prototipi di intelligenza artificiale militare con il Pentagono nel 2025. L’accordo di febbraio di OpenAI vieta la sorveglianza di massa sul territorio nazionale, le armi autonome e le decisioni ad alto rischio senza l’approvazione umana. È stato dichiarato che i sistemi del Pentagono funzioneranno tramite il cloud e che i meccanismi di sicurezza saranno mantenuti.
Perché è importante
L’approccio alla riduzione del tasso di rifiuto indicato nel documento porta in primo piano la questione di come tracciare il confine tra la flessibilità operativa nell’intelligenza artificiale militare e il mantenimento dei meccanismi di sicurezza. La questione riguarda non solo OpenAI, ma anche le altre aziende che stanno sviluppando prototipi simili con il Pentagono e l’opinione pubblica, che monitora le condizioni d’uso di questi sistemi. Il fatto che non sia chiaro se un’espressione che, a quanto si dice, figurerebbe nell’accordo sia una bozza o un testo vincolante rende visibili i problemi di gestione dei documenti e di accountability nell’approvvigionamento di sistemi di intelligenza artificiale da parte delle istituzioni pubbliche. La domanda fondamentale ancora aperta è chi decida, e sulla base di quale testo, quali comandi debbano essere rifiutati nei sistemi sviluppati per l’uso militare e per quali decisioni ad alto rischio l’approvazione umana debba rimanere obbligatoria.
Contesto
OpenAI non è un nome nuovo nell’archivio di FikirPilot: negli ultimi 90 giorni abbiamo pubblicato 36 notizie in cui compare questo nome; la più recente è del 13 settembre 2026.