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Google ha aperto martedì un nuovo sito che consente a chiunque di verificare se immagini, video o contenuti audio sono stati generati con l'intelligenza artificiale.

Aggiornato: 08/10/2026 · 2 min di lettura · 376 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 10 h 19 min

Google ha aperto martedì un nuovo sito che consente a chiunque di verificare se immagini, video o contenuti audio sono stati generati con l'intelligenza artificiale.
Schermata di analisi dei media digitali

Google ha aperto martedì un nuovo sito con cui chiunque può verificare se contenuti visivi, video o audio sono stati generati con l’intelligenza artificiale. Lo strumento era stato proposto in fase di test lo scorso anno al Google I/O a giornalisti, professionisti dei media e ricercatori selezionati.

Il sito supporta i seguenti formati:

  • Immagini: JPG, JPEG, PNG, BMP, WEBP, AVIF, HEIC, HEIF, TIFF, TIF, GIF
  • Video: MP4, MOV, WEBM
  • Audio: WAV, MP3, OGG, FLAC, AAC, M4A

La verifica avviene tramite SynthID, presentato da Google nel 2023. I modelli Nano Banana, Veo e Lyria, insieme a strumenti come Gemini, Flow, ProducerAI e Vids, applicano una filigrana SynthID ai contenuti che generano. Anche OpenAI, Nvidia e Kakao supportano SynthID; OpenAI dispone di un proprio sito di controllo e si segnala che anche Apple aggiungerà presto il supporto. La verifica SynthID è stata integrata nell’app Gemini e in Chrome. Google ha annunciato di ricevere 1 milione di richieste di verifica al giorno. Microsoft e Meta utilizzano i propri standard; tuttavia questi strumenti non sono infallibili e spesso non riescono a rilevare i contenuti creati con i modelli dei rispettivi produttori.

Perché è importante

L’apertura dello strumento di verifica a tutti mostra che la possibilità di distinguere i contenuti di intelligenza artificiale passa da giornalisti e ricercatori selezionati agli utenti comuni; anche l’integrazione con Gemini e Chrome rende questo controllo parte dell’uso quotidiano di internet. Tuttavia, l’ambito del sistema è limitato ai contenuti che recano la filigrana SynthID; il fatto che Microsoft e Meta utilizzino i propri standard significa che non tutte le produzioni di intelligenza artificiale presenti su internet possono essere verificate con un unico sito. Per questo motivo, ottenere un risultato negativo dal sito non è considerato la prova che un contenuto sia autentico. 1 milione di richieste di verifica al giorno dimostra quanto si sia diffusa la preoccupazione per i contenuti falsi. Sebbene il supporto di OpenAI, Nvidia, Kakao e presto anche di Apple avvicini SynthID a un possibile standard comune, resta ancora una domanda aperta se il settore convergerà su un unico linguaggio di verifica.

Contesto

Google non è un nome nuovo nell’archivio di FikirPilot: negli ultimi 90 giorni abbiamo pubblicato 82 notizie in cui compare questo nome; la più recente è datata 7 ottobre 2026.

Fonte: TechCrunch AI