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Avvocato che utilizzava ChatGPT sanzionato per aver citato false dichiarazioni di testimoni inventati

Aggiornato: 12/09/2026 · 3 min di lettura · 580 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 48 min

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Avvocato che utilizzava ChatGPT sanzionato per aver citato false dichiarazioni di testimoni inventati
Libri di diritto su un tavolo di legno

Stephen Aarons, avvocato penalista nel Nuovo Messico da oltre 40 anni, è stato sanzionato per aver utilizzato, nel ricorso d’appello relativo a una condanna per omicidio, testimonianze fittizie e riferimenti giuridici errati generati da ChatGPT. La Corte Suprema del Nuovo Messico ha stabilito che Aarons non aveva verificato le affermazioni fattuali e giuridiche contenute nel ricorso prima di firmarlo e presentarlo, e che inoltre non aveva informato il suo cliente della situazione.

Aarons seguiva il ricorso di Oscar Renee Sandoval. Sandoval era stato condannato per aver ucciso Shiereen Al-Jibury, la sua partner e madre dei suoi figli, e nel febbraio 2025 era stato condannato all’ergastolo. Nel ricorso presentato nell’agosto 2025, Aarons aveva utilizzato dichiarazioni attribuite a testimoni che non erano mai stati chiamati a deporre al processo. La Corte ha spiegato che, oltre a false dichiarazioni attribuite a testimoni «completamente inventati» come Officer Michelle Amarillo, Officer Sanchez, Manal Al-Jibury e Teresa Marquez, erano state utilizzate anche dichiarazioni errate attribuite a Danny Stanton, Linda Stanton e Mariah Chavez. Nel ricorso erano state inoltre riportate in modo errato decisioni giuridiche relative a casi reali.

All’udienza del 21 agosto, Aarons ha dichiarato di aver caricato su ChatGPT la trascrizione del processo generata dal computer e gli altri documenti presenti nel fascicolo del caso di omicidio. Aarons, che ha riferito di aver utilizzato una versione di ChatGPT basata sul modello o3 di OpenAI, pubblicato all’inizio del 2025, ha affermato di non sapere che l’intelligenza artificiale potesse «allucinare i fatti» e di aver dato per scontato che il sistema avrebbe preparato un riassunto affidabile. Tuttavia, ha ammesso di aver scritto personalmente il ricorso e che l’indice e la parte riassuntiva contenevano numerosi errori.

Il tribunale ha espunto dal fascicolo tutte le precedenti istanze di Aarons e ha ordinato la nomina di un nuovo avvocato per Sandoval. Il caso sarà esaminato nel periodo giudiziario 2026-27. Ad Aarons è stato impedito di esercitare dinanzi alla Corte Suprema fino alla conclusione dell’indagine disciplinare; gli è stata inoltre inflitta una multa di 5.000 dollari da versare al Fondo per la protezione dei clienti dell’Ordine degli avvocati dello Stato del New Mexico. Nell’ambito del procedimento disciplinare potrebbero essere applicate ulteriori sanzioni.

I giudici hanno sottolineato che l’uso dell’intelligenza artificiale non costituisce di per sé un problema, ma che l’avvocato che firma l’istanza deve necessariamente verificarne l’accuratezza. Aarons ha ammesso di non aver spiegato il problema a Sandoval e di aver detto alla sua famiglia soltanto che vi era un problema nell’istanza. La presidente della Corte Julie Vargas ha invece affermato che questa situazione ha avuto gravi conseguenze per il cliente detenuto.

Perché è importante

La decisione dimostra che, più che vietare l’uso dell’intelligenza artificiale generativa in ambito legale, la responsabilità dei contenuti preparati con questi strumenti resta in capo all’avvocato. Questa distinzione implica che, soprattutto in procedimenti come l’appello, finalizzati a riesaminare una condanna, ogni informazione inserita nel fascicolo debba essere verificata in modo indipendente. In assenza di controlli, il rischio non si limita alla reputazione professionale o alle sanzioni disciplinari, ma può incidere anche sull’affidabilità del ricorso di una persona detenuta e sul suo diritto all’assistenza legale. Restano ancora aperte due questioni fondamentali: come procederà il caso di Sandoval con il nuovo avvocato e se nell’ambito del procedimento disciplinare avviato nei confronti di Aarons saranno applicate ulteriori sanzioni.

Contesto

ChatGPT non è un nome nuovo nell’archivio di FikirPilot: negli ultimi 90 giorni abbiamo pubblicato 17 articoli in cui compare questo nome; il più recente è datato 10 settembre 2026.

Fonte: Ars Technica · A cura del redattore Altay Tuna Emir.