Nel settore spaziale, le aziende si stanno orientando verso ambiti come satelliti, comunicazioni, robotica e veicoli spaziali per ridurre la dipendenza dalle attività di lancio caratterizzate da bassi margini di profitto. Soltanto l’8% dei ricavi di $12,5 miliardi di SpaceX nella prima metà del 2026 è derivato dai servizi di lancio, mentre il 5% è arrivato dalle attività di “launch and development”; i ricavi restanti sono stati generati da Starlink e AI. Un quarto dei $434 milioni di ricavi di Rocket Lab nella prima metà del 2026 proveniva dai servizi di lancio.
Al contrario, United Launch Alliance (ULA) è cresciuta come joint venture paritetica, con una partecipazione del 50-50, fondata nel 2006 da Boeing e Lockheed Martin, in un periodo caratterizzato dal sostegno pubblico e da una concorrenza limitata. Dopo la causa intentata da SpaceX nel 2014 per ottenere il diritto di partecipare alle gare d’appalto per i lanci militari, il Pentagono ha autorizzato l’azienda a partecipare alle gare nel 2015. La vittoria di SpaceX, nel 2016, del primo contratto prioritario per un lancio militare ha segnato l’inizio del lungo declino di ULA.
ULA ha iniziato a sviluppare il razzo Vulcan per sostituire Atlas V e Delta IV; tuttavia, nella progettazione non è stata data priorità alla riutilizzabilità. Il primo volo del razzo è stato rinviato all’inizio del 2024, con oltre quattro anni di ritardo rispetto all’obiettivo del 2019. I ritardi nei test e nella certificazione del motore BE-4 di Blue Origin, insieme all’esplosione verificatasi nel 2023 sullo stadio superiore Centaur, hanno ulteriormente prolungato il processo. Nel secondo volo di Vulcan, nell’ottobre 2024, e nel quarto volo, lo scorso febbraio, sono stati rilevati guasti simili sull’ugello del propulsore a combustibile solido prodotto da Northrop Grumman. Dopo l’ultimo incidente, il razzo è a terra da oltre sei mesi. ULA punta a far volare nuovamente Vulcan alla fine di questo mese con i satelliti Amazon Leo, mentre l’indagine è ancora in corso; tuttavia, la U.S. Space Force non ha ancora approvato il razzo per i carichi militari.
Il prezzo delle missioni Vulcan è salito dal livello di 112 milioni di dollari a oltre 200 milioni di dollari. I profitti ottenuti da Lockheed Martin tramite ULA sono scesi dal livello di 325 milioni di dollari (2016) a 100 milioni di dollari (2022). A maggio, Boeing e Lockheed Martin hanno garantito 500 milioni di dollari per ciascuna delle linee di credito di ULA. Secondo Bloomberg, ULA sta valutando la possibilità di raccogliere 1,5 miliardi di dollari.
I proprietari della società hanno cercato di vendere ULA per circa 5 miliardi di dollari, ma non hanno trovato acquirenti; si ritiene che oggi il possibile prezzo sia inferiore al livello compreso tra 2 e 3 miliardi di dollari. Blue Origin, Amazon, Northrop Grumman, L3Harris, società di private equity e AST SpaceMobile sono indicati tra i potenziali candidati. ULA dispone di un portafoglio ordini di circa 80 missioni. Il futuro della società, guidata dal nuovo CEO Mark Peller, dipende dal volo di ritorno di Vulcan e dalla possibilità di trovare un acquirente in grado di sviluppare un razzo riutilizzabile.
Perché è importante
Il declino di ULA non rappresenta soltanto un problema di finanziamento per una società, ma solleva una questione su come si configurerà la concorrenza nella capacità di lancio militare degli Stati Uniti. Il fatto che Vulcan non possa essere approvato per le missioni militari finché non saranno risolti i problemi tecnici del razzo emerge come la principale incertezza che impedisce al portafoglio ordini della società, pari a circa 80 missioni, di trasformarsi immediatamente in ricavi. L’aumento del costo per lancio e le garanzie sui prestiti fornite dai proprietari mostrano la necessità di ULA di ricorrere a finanziamenti esterni per proseguire le proprie attività. Il fatto che le parti indicate come possibili acquirenti provengano da settori diversi segnala che da un eventuale acquirente ci si aspetterà non solo l’apporto di capitale, ma anche decisioni sulla riutilizzabilità e sul calendario tecnico di Vulcan. La questione ancora aperta è se, sotto una nuova struttura proprietaria, sarà possibile definire un piano di risorse e tecnologia in grado di preservare l’attuale ruolo militare di ULA.