I Giochi mondiali dei robot umanoidi, conclusisi questa settimana a Pechino dopo cinque giorni, hanno messo in luce sia le capacità in evoluzione dei robot sia la loro vulnerabilità tecnica. Durante le gare, un robot prodotto da Honor ha perso una gamba durante lo sprint, alcuni robot sono caduti sprigionando scintille e uno ha preso fuoco dopo aver urtato il materasso anticollisione. Nel sollevamento pesi, un robot ha perso l’equilibrio ed è caduto sul tavolo della giuria, mentre anche i robot cheerleader e gli altri concorrenti sono caduti frequentemente durante varie esibizioni.
Molto più grandi rispetto alla prima edizione dello scorso anno, i Giochi hanno incluso, oltre a sprint, calcio, pugilato e sollevamento pesi, anche attività come rifare il letto, consegnare pacchi, sistemare scaffali, piegare vestiti, piantare chiodi e spegnere incendi. L’obiettivo di queste attività è stato presentato come quello di portare i robot fuori dai laboratori e prepararli alle condizioni che incontreranno in ambienti reali, come fabbriche e abitazioni. In alcune discipline i robot dovevano operare in modo completamente autonomo, mentre in altre gare era consentito il supporto umano tramite teleoperazione; in cambio, venivano sottratti punti.
Il progresso tecnologico è emerso anche dai risultati record. Un robot umanoide ha corso i 100 metri in 9,39 secondi, superando il record mondiale di Usain Bolt del 2009. Un altro robot ha raggiunto 2,88 metri nel salto in alto da fermo, superando di quasi mezzo metro il record umano che non veniva battuto dal 1993. Il tempo del vincitore dei 100 metri dello scorso anno era di 21,50 secondi, mentre il miglior risultato nel salto in alto da fermo era di 0,95 metri. Al contrario, le prestazioni in attività più ordinarie hanno mostrato che c’è ancora strada da fare prima che i robot possano lavorare in modo affidabile per conto proprio.
La Cina ha dominato il medagliere, con AgiBot e Tien Kung in testa. 641 delle 666 squadre provenivano dalla Cina; questi team rappresentavano 157 aziende e 200 università. Le grandi aziende statunitensi di robot umanoidi come Tesla, Boston Dynamics e Figure non hanno partecipato alle gare. È stato riferito che la Cina ha superato gli Stati Uniti nella produzione, nell’hardware e nell’utilizzo dei robot, mentre gli Stati Uniti mantengono il loro vantaggio nei chip avanzati e nell’intelligenza artificiale all’avanguardia.
Pechino non ha ancora confermato i terzi giochi; tuttavia, ad aprile è prevista un’altra mezza maratona per robot umanoidi e il prossimo anno è in programma il primo hotel gestito da robot.
Perché è importante
Il quadro fondamentale emerso mostra che la capacità dei robot di superare i record umani in determinate misurazioni fisiche non significa che siano in grado di svolgere in modo affidabile attività quotidiane e funzionali. L’inclusione nel programma delle gare di compiti destinati agli ambienti industriali e domestici indica che i criteri di valutazione si stanno ampliando dalle prestazioni spettacolari alla continuità, all’equilibrio e alla gestione degli errori; tuttavia, le discipline in cui è consentato il controllo a distanza lasciano aperta la questione di quanto alcuni risultati riflettano effettivamente le capacità autonome dei robot. La forte presenza di team e istituzioni cinesi mostra che l’evento sta mettendo in evidenza anche la capacità produttiva e applicativa del Paese, mentre la mancata partecipazione delle grandi aziende statunitensi restringe il campo del confronto. La questione davvero decisiva è se i robot saranno in grado di continuare a svolgere i propri compiti in sicurezza, senza l’intervento umano, in situazioni come cadute, collisioni e guasti.