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NOAA mette la pesca commerciale davanti alla tutela

Aggiornato: 10/09/2026 · 3 min di lettura · 524 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 13 h 28 min

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NOAA mette la pesca commerciale davanti alla tutela
Un peschereccio in mare aperto

La National Oceanic and Atmospheric Administration degli Stati Uniti (NOAA) ha annunciato la scorsa settimana le sue nuove priorità, con l’obiettivo di ridurre la burocrazia, modernizzare la scienza e dare priorità alle comunità di pescatori. Le riforme sono state presentate come una “tabella di marcia operativa” per attuare il decreto presidenziale “Restoring American Seafood Competitiveness”, firmato dal presidente Donald Trump nell’aprile 2025. Gli esperti, tuttavia, sostengono che il piano metterà a rischio gli stock ittici e le specie in pericolo di estinzione, aprirà gli habitat marini alle reti a strascico e indebolirà le misure di tutela basate sulla scienza.

Le lettere inviate da NOAA ai consigli regionali per la pesca chiedono di rimuovere le restrizioni e passare a pratiche più permissive e vantaggiose sul piano economico. Il piano prevede l’apertura dei monumenti nazionali marini alla pesca commerciale, la restrizione delle definizioni degli habitat critici tenendo conto degli effetti economici e la rivalutazione di quattro dei 10 “National Standards” che garantiscono la pesca sostenibile ai sensi del Magnuson-Stevens Act del 1976. Questi standard riguardano la prevenzione della pesca eccessiva, l’uso delle migliori conoscenze scientifiche disponibili, la considerazione degli effetti sulle comunità e la riduzione delle catture accessorie non necessarie. Sarà esaminato anche se la pesca ricreativa debba essere soggetta agli stessi standard.

Le disposizioni prevedono inoltre il rinvio dell’applicazione delle attrezzature senza corde progettate per i 350 esemplari rimasti di North Atlantic right whale, allo scopo di prevenire gli impigliamenti, nonché l’eliminazione dell’interpretazione utilizzata da tempo del concetto di “danno” nell’ambito dell’Endangered Species Act. È inoltre in discussione la riduzione del ricorso agli standard di tutela degli Habitat Areas of Particular Concern.

La più grande modifica geografica riguarda l’accelerazione della pesca commerciale nei monumenti nazionali Mariana Trench, Papahānaumokuākea, Rose Atoll e Pacific Remote Islands. Secondo NOAA, queste aree, che coprono complessivamente 1.1 milioni di miglia quadrate, ospitano barriere coralline e specie che non si trovano altrove, come Mariana snailfish e Hawaiian pigfish.

Earthjustice, The Ocean Conservancy e l’ex dirigente di NOAA Fisheries Janet Coit hanno criticato il piano, mentre National Fisheries Institute lo ha sostenuto. NOAA ha invece difeso la posizione secondo cui “le migliori informazioni disponibili” sono contenute nel comunicato stampa e che si sta passando a un sistema basato sulla scienza e sul buon senso.

Perché è importante

Il piano segnala un cambiamento di direzione che, ampliando il campo delle attività economiche nella gestione della pesca, potrebbe ridurre il peso dei criteri di tutela su cui si basano le decisioni. Di conseguenza, saranno direttamente interessati non solo i pescatori commerciali e ricreativi, ma anche i gruppi ambientalisti legati alle aree protette, agli habitat critici e alle specie minacciate di estinzione. In particolare, il rinvio dell’impiego di attrezzature senza corde solleva interrogativi su come cambierà l’attuale approccio al rischio che la popolazione rimasta di North Atlantic right whale resti impigliata negli attrezzi da pesca. L’apertura dei monumenti nazionali alla pesca commerciale rende inoltre controverso l’equilibrio tra i vantaggi economici e la tutela delle barriere coralline e delle specie presenti esclusivamente in queste aree. La questione fondamentale ancora aperta è come le nuove disposizioni saranno conciliate con i requisiti della valutazione scientifica e della sostenibilità.

Fonte: Ars Technica