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Il ministro della Difesa israeliano Katz ha affermato che il piano per deportare i palestinesi da Gaza resta all’ordine del giorno

Aggiornato: 02/09/2026 · 2 min di lettura · 369 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 4 min

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Il ministro della Difesa israeliano Katz ha affermato che il piano per deportare i palestinesi da Gaza resta all’ordine del giorno
Una strada di confine deserta nel deserto

Il ministro della Difesa israeliano Yisrael Katz ha affermato che Donald Trump non ha annullato il piano di espellere i palestinesi da Gaza, ma lo ha congelato sotto la pressione dei Paesi arabi e che i negoziati sono ancora in corso. Katz ha dichiarato che l’Autorità israeliana per l’immigrazione è pronta ad attuare il piano con ogni mezzo, compresi quelli aerei e marittimi, sostenendo che l’Egitto si oppone alla migrazione forzata e che i Paesi che potrebbero accogliere i palestinesi chiedono il sostegno degli Stati Uniti. Ha affermato che, qualora Hamas non rispettasse i propri impegni, Israele potrebbe ricevere dagli Stati Uniti il “via libera” per un’avanzata militare e la conquista di nuovi territori. Katz, che ha sostenuto che il 70% di Gaza è stato distrutto e che Hamas controlla circa il 30%, ha dichiarato che nel sud del Libano decine di villaggi sono stati rasi al suolo e che 200 mila persone sono state evacuate. Ha annunciato che in Cisgiordania i campi di Jenin, Tulkarem e Nur Shams sono mantenuti sotto controllo e che 40 mila palestinesi sono stati sfollati. Anche Binyamin Netanyahu ha minacciato che Israele amplierà la propria occupazione del 60% della Striscia di Gaza; Katz ha dichiarato: “In Cisgiordania non esiste il terrorismo ebraico”.

Perché è importante

Le spiegazioni mostrano che il piano relativo a Gaza non è una decisione accantonata, bensì un’opzione mantenuta in sospeso sotto la pressione dei Paesi arabi e legata ai negoziati. Ciò significa che i contatti diplomatici potrebbero influenzare non solo la questione della migrazione, ma anche la portata delle mosse militari di Israele; perché i possibili progressi legati alla posizione di Hamas e la retorica sulla confisca delle terre creano nuove incertezze sul piano degli sviluppi militari. I dati sulla distruzione e sugli sfollamenti a Gaza, nel sud del Libano e in Cisgiordania mostrano che le dichiarazioni non si limitano ai soli piani politici. Tuttavia, resta da chiarire a quali condizioni il piano verrebbe attuato, quali Paesi abbiano chiesto sostegno e quale sarà la posizione degli Stati Uniti.

Contesto

Israele non è un nome nuovo nell’archivio di FikirPilot: negli ultimi 90 giorni abbiamo pubblicato 11 notizie in cui compare questo nome; la più recente è datata 2 settembre 2026.

Fonte: Independent Türkçe · A cura del redattore Altay Tuna Emir.