Il quadro europeo dei diritti umani
Il punto più delicato del disegno di riforma è che lo Stato, nel controllare il potere finanziario e organizzativo delle comunità religiose, non eroda la libertà di religione. Il fatto che congregazioni e confraternite fondino società, gestiscano fondazioni o aprano scuole non è di per sé incompatibile con l’ordinamento giuridico; il diritto europeo dei diritti umani protegge anche la dimensione organizzativa della fede.
Il processo e le fasi
Tuttavia, le attività economiche, i vantaggi fiscali e il coordinamento sui fondi pubblici e sui funzionari pubblici non sono considerati il «nocciolo intangibile» della fede. Secondo il diritto comparato, lo Stato non può controllare la teologia; le transazioni economiche, i diritti dei lavoratori, la sicurezza dei minori e il patrimonio sono soggetti alle norme del diritto generale.
Le parole di Bader sull’Europa
Lo studio di Patricia Ridge sulle organizzazioni religiose senza scopo di lucro mostra che l’autonomia istituzionale non significa immunità dall’accountability economica; lo studio di Maussen e Bader sulle scuole religiose in Europa mostra inoltre che è necessario un equilibrio tra la libertà di religione, gli standard educativi comuni e i diritti dei minori.
Di conseguenza, la logica costituzionale della riforma non dovrebbe basarsi sul presupposto che «le organizzazioni religiose sono più pericolose», ma sul principio che ogni organizzazione privata il cui potere economico cresce sia soggetta a una maggiore accountability.
Soglie critiche
La fede religiosa, il culto, il dhikr e l’insegnamento teologico restano al di fuori del controllo; il patrimonio, le donazioni, le società, l’occupazione, i servizi educativi e gli appalti pubblici saranno soggetti al diritto generale. Privilegi come l’esenzione fiscale comportano obblighi di trasparenza; la pretesa di utilità pubblica deve essere verificabile.