Nella grotta di Bianfu, nella Cina sud-occidentale, sono stati rinvenuti 4 denti, due frammenti di cranio e il primo osso dell’avambraccio conosciuto appartenenti ai Denisoviani. Qiaomei Fu e il suo team dell’Accademia cinese delle scienze non hanno rilevato DNA antico nei resti individuati tra 60 mila ossa di mammiferi; tuttavia, le varianti degli amminoacidi hanno mostrato che i reperti appartenevano ai Denisoviani. I risultati sono stati annunciati in due articoli pubblicati il 9 settembre su Nature.
L’osso, lungo circa 4,5 centimetri, era un frammento di radio. Le analisi hanno rivelato che il punto d’inserzione del bicipite era situato più indietro rispetto a quello degli esseri umani moderni e che i Denisoviani potevano esercitare una forza maggiore piegando le braccia con i palmi rivolti verso l’alto.
Nella grotta sono stati rinvenuti anche più di 1300 utensili di pietra. Le ossa sono state datate tra 167 mila e 134 mila anni fa, mentre gli utensili tra 190 mila e 70 mila anni fa. È stato riferito che gli utensili non erano complessi e venivano prodotti in modo flessibile, senza impiegare molto tempo. Si ritiene che i Denisoviani cacciassero grandi animali come bufali, gaur, cervi rossi e cervi sika.
I risultati mostrano che questo gruppo viveva ben oltre le regioni settentrionali e che potrebbe aver incontrato gli esseri umani moderni più a sud di quanto si pensasse. Gli scienziati ritengono che abbia vissuto da solo nella grotta per un lungo periodo. Si ritiene che i Denisoviani siano comparsi almeno 200 mila anni fa e si siano estinti circa 30 mila anni fa.
Perché è importante
I fossili ampliano il quadro relativo all’habitat dei Denisoviani, estendendo la loro distribuzione geografica nota oltre le regioni settentrionali. Sebbene non sia stato possibile ottenere DNA antico, l’identificazione effettuata attraverso le varianti degli amminoacidi mostra che anche i campioni in cui il materiale genetico non si è conservato possono essere utilizzati negli studi sull’evoluzione umana. L’analisi congiunta dell’inserzione muscolare sull’osso dell’avambraccio e dei resti di utensili e animali presenti nella grotta consente non solo di determinarne l’identità, ma anche di delineare un quadro più completo della capacità di movimento, dei metodi di produzione e delle pratiche di sussistenza dei Denisoviani. Resta tuttavia da chiarire se sia possibile dimostrare direttamente il rapporto tra l’ipotesi che abbiano vissuto a lungo da soli nella grotta e la possibilità che abbiano incontrato gli esseri umani moderni più a sud.