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L’analisi laser ha determinato l’autenticità del dipinto firmato da Leonardo da Vinci

Aggiornato: 16/09/2026 · 3 min di lettura · 404 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 2 h 8 min

L’analisi laser ha determinato l’autenticità del dipinto firmato da Leonardo da Vinci
Dipinto storico esaminato con il laser

I ricercatori dell’Università di Uppsala hanno esaminato con la Spettroscopia Raman basata su laser, il microscopio e i raggi X i pigmenti di un dipinto raffigurante l’imperatore romano Domiziano, che si ritiene possa essere stato realizzato da Leonardo da Vinci. L’opera fu messa in vendita da Christie’s nel 1928 e nel 1929 e attribuita a Titian. In seguito furono individuate la firma “L daVinci”, visibile soltanto quando illuminata dalla giusta angolazione a causa del basso contrasto, e una parola ritenuta essere “pinxit”, che in latino significa “dipinse”.

Nella ricerca pubblicata su Materials Today Advances sono stati identificati complessivamente 13 pigmenti. 12 di questi erano materiali tradizionali utilizzati nel Medioevo o nel Rinascimento; il pigmento presente nella firma era invece il nero carbone, noto fin dall’antichità. È stata tuttavia rilevata anche la tonalità blu di Prussia, che non veniva prodotta prima dell’inizio del 18° secolo. I ricercatori hanno indicato che potrebbe essere stata aggiunta durante un successivo restauro o ritocco; le immagini a raggi X hanno mostrato tracce di modifiche in una delle aree interessate.

Jakob Thyr ha dichiarato che i nuovi pigmenti non dimostrano che si tratti di una falsificazione e che l’analisi dei materiali non consente di identificare con certezza il pittore. Lo studio ha dimostrato che i metodi analitici possono essere applicati alle opere d’arte e ai reperti archeologici. Thyr ha inoltre affermato di ritenere che in futuro questo tipo di esami diventerà più comune.

Perché è importante

Il fatto che il dipinto fosse stato attribuito in passato a Titian dimostra che la firma rinvenuta in seguito, da sola, non è sufficiente a stabilire un legame con Leonardo da Vinci e che l’attribuzione al pittore deve essere verificata attraverso diversi tipi di prove. Sebbene il fatto che la maggior parte dei pigmenti sia risultata compatibile con il periodo non escluda questa possibilità, il blu di Prussia rende necessario distinguere la data di realizzazione dell’opera dagli interventi successivi. La separazione dei materiali di restauro dagli strati originali mostra il contesto che i metodi analitici possono offrire nella datazione delle opere d’arte e dei reperti archeologici. L’impiego congiunto di un esame basato sul laser, del microscopio e dei raggi X consente di valutare i diversi strati e le modifiche sulla base di evidenze fisiche. La questione fondamentale ancora aperta è se la firma e i pigmenti compatibili con il periodo indichino davvero la mano di Leonardo; l’analisi disponibile non identifica il pittore con certezza.

Fonte: Independent Türkçe