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Nel costato fratturato del più grande T. rex conosciuto al mondo è stato trovato un dettaglio risalente a 66 milioni di anni fa

Aggiornato: 27/09/2026 · 2 min di lettura · 274 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 55 h 24 min

Nel costato fratturato del più grande T. rex conosciuto al mondo è stato trovato un dettaglio risalente a 66 milioni di anni fa
Fossile di dinosauro esaminato in laboratorio

Una rete vascolare mineralizzata è stata individuata nella costola fratturata di Scotty, il più grande fossile di T-Rex conosciuto al mondo, vissuto 66 milioni di anni fa. La costola si era fratturata quando l’animale era ancora in vita; il corpo aveva formato nuovi vasi sanguigni per ripararla, ma il dinosauro era morto prima che l’osso guarisse completamente. Il seppellimento in una palude salata potrebbe aver contribuito a preservare i vasi rallentando la decomposizione. I ricercatori hanno utilizzato insieme l’imaging con neutroni e raggi X senza tagliare, perforare o danneggiare il fossile. I raggi X hanno mostrato l’osso denso, mentre i neutroni hanno evidenziato l’idrogeno e i tessuti molli; in questo modo la rete vascolare è stata visualizzata in 3D. La tecnica può essere utilizzata per confrontare le lesioni e i processi di guarigione in altri fossili e per esaminare senza danneggiarli i fossili conservati nei musei.

Perché è importante

Questo studio dimostra che i paleontologi possono seguire le tracce delle diverse strutture all’interno dell’osso senza ricorrere a interventi come il taglio o la perforazione per esaminare i fossili. L’uso combinato dell’imaging a raggi X e con neutroni consente di riunire nella stessa analisi le informazioni sull’osso denso, sull’idrogeno e sui tessuti molli; ciò potrebbe permettere di confrontare più dettagliatamente i processi di guarigione all’interno del fossile. L’approccio è particolarmente importante per gli esemplari presenti nelle collezioni museali, che potrebbero essere danneggiati da interventi fisici. Tuttavia, non è ancora chiaro quanto siano diffuse le tracce dei vasi, se le lesioni presenti in altri fossili si siano conservate in modo analogo e in quale misura questo ritrovamento possa essere generalizzato ai processi di guarigione dei dinosauri.

Fonte: Webtekno