La prima delle decisioni di emergenza annunciate dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE) per impedire la chiusura delle centrali a carbone è stata annullata da un tribunale. La decisione unanime, adottata da un collegio di tre giudici della Corte d’Appello del Circuito DC, riguarda il J.H. Campbell Generating Plant in Michigan; tuttavia, è stato sottolineato che le motivazioni potrebbero valere anche per le altre centrali che il DOE ha costretto a rimanere aperte.
La centrale, la cui chiusura era prevista lo scorso anno, ha continuato a operare grazie a un totale di cinque decisioni di emergenza emesse dal DOE ai sensi del Federal Power Act, ciascuna limitata a 90 giorni. La sezione 202(c) della legge autorizza un intervento quando gli Stati Uniti sono in guerra o quando si verifica un’emergenza a causa di un improvviso aumento della domanda di elettricità o di una carenza di energia elettrica. Il Michigan e le organizzazioni ambientaliste hanno invece sostenuto che la chiusura della centrale, vecchia, inefficiente e altamente inquinante, non avrebbe messo a rischio la fornitura di elettricità. Il tribunale ha inoltre citato stime secondo cui l’inquinamento della centrale potrebbe causare la morte di 30 persone all’anno.
Il piano di chiusura era stato esaminato nell’ambito del processo regolatorio in Michigan, le obiezioni erano state valutate ed era stato previsto l’avvio di fonti più economiche e meno inquinanti. Il piano era stato approvato anche da MISO, che gestisce la rete elettrica del Midwest, estesa dalla Louisiana al Minnesota.
Il governo ha presentato come motivazione dell’emergenza un rapporto che indicava la possibile riduzione delle riserve di produzione di MISO e una presentazione che mostrava come, nei mesi estivi, la domanda potesse avvicinarsi ai limiti dell’offerta. Il tribunale ha stabilito che il rapporto era specifico per le condizioni del 2024, prevedeva risorse sufficienti per le “peak load conditions” e che la presentazione mostrava un confronto stagionale, non la situazione reale della rete. I giudici hanno concluso che il Congresso non intendeva riferirsi, con il concetto di “emergency”, a vaghe affermazioni relative a carenze estive.
Con la sentenza, la notifica del DOE è stata invalidata. Se non verrà presentato ricorso in appello, Michigan potrà proseguire il processo di chiusura. Il DOE ha dichiarato di aver emesso più di 55 ordini di emergenza nel 2026, un numero superiore al doppio del totale tra il 2000 e il 2025.
Perché è importante
La sentenza traccia un limite alla misura in cui il governo federale può intervenire nei processi di chiusura delle centrali condotti a livello statale sulla base di motivazioni legate alla fornitura di elettricità. La valutazione del tribunale potrebbe incidere non solo sulla situazione di un determinato impianto, ma anche sulla tenuta giuridica dell’uso dei poteri di emergenza fondato su rischi incerti e stagionali. Per questo motivo, l’esito riporta al centro del dibattito l’equilibrio tra, da un lato, l’inquinamento e gli effetti sulla salute delle centrali più vecchie e, dall’altro, i calcoli sulla sicurezza dell’approvvigionamento effettuati dagli operatori della rete; in questo quadro assume importanza anche il piano del Michigan per passare a fonti più economiche e meno inquinanti. Restano invece da chiarire in che modo la sentenza inciderà sugli altri ordini, se il governo presenterà ricorso in appello e con quale rapidità procederanno i processi di chiusura delle centrali.
Contesto
Trump non è un nome nuovo nell’archivio di FikirPilot: negli ultimi 90 giorni abbiamo pubblicato 13 notizie in cui compare questo nome; la più recente è datata 10 settembre 2026.
Termine: rete
La rete elettrica è l’infrastruttura di trasmissione e distribuzione che collega gli impianti di produzione ai consumatori; offerta e domanda devono essere bilanciate in tempo reale.