Disney ha intentato una causa contro la FCC il 18 agosto, opponendosi all’esame anticipato delle licenze di otto stazioni televisive di proprietà di ABC, accusando l’agenzia di condurre una “campagna di censura” contro ABC a causa delle trasmissioni sgradite al presidente Trump. La FCC ha invece chiesto il rigetto integrale della causa o il respingimento della richiesta di un provvedimento ingiuntivo che sospenderebbe l’esame delle licenze fino alla conclusione del procedimento.
Il presidente della FCC Brendan Carr aveva minacciato ABC a causa delle battute di Jimmy Kimmel e dei contenuti politici del programma The View. Tuttavia, nella memoria depositata presso il tribunale, l’agenzia ha sostenuto che l’esame anticipato non riguardasse tali questioni, bensì “accuse di discriminazione illecita” legate alle politiche di diversità, equità e inclusione (DEI) di Disney. La FCC ha dichiarato che le risposte di Disney nell’ambito dell’indagine erano insufficienti e non rispondevano alle domande.
L’agenzia ha dichiarato che non è stata presa alcuna decisione, che Carr e la FCC sono “di mentalità aperta” e che seguiranno esclusivamente i fatti e la legge. Ha affermato che, mentre il processo di rinnovo delle licenze prosegue, le stazioni potranno continuare le loro trasmissioni senza interruzioni e che, anche qualora le richieste venissero respinte, le licenze resteranno valide finché sarà richiesto un riesame giudiziario. La FCC ha inoltre sostenuto che le decisioni sulle licenze dovrebbero essere esaminate dalle corti d’appello, non dal tribunale distrettuale. L’agenzia ha affermato che gli emittenti hanno l’obbligo di servire l’interesse pubblico e ha sostenuto che sospendere il procedimento amministrativo prima dell’esame delle accuse danneggerebbe il pubblico e il governo.
Disney ha dichiarato che l’indagine limita la libertà di espressione e trascina ABC in una costosa causa che potrebbe durare anni e comportare una minaccia costante di sanzioni. La società ha affermato che, con le elezioni alle porte, le decisioni editoriali vengono prese sotto l’ombra di possibili ritorsioni da parte dell’amministrazione. Disney ha inoltre riferito di aver modificato la propria politica editoriale a causa delle pressioni della FCC e che il programma The View ha smesso di intervistare i candidati politici. Il programma deve affrontare un procedimento separato della FCC che potrebbe fargli perdere l’eccezione della “notizia reale” prevista dalla regola della parità di tempo.
I due gruppi di controllo Frequency Forward e Media Action Center e 18 spettatori di ABC hanno chiesto di intervenire nella causa per impedire a Disney di accettare un accordo non conforme all’interesse pubblico. Disney si è opposta alla richiesta, sostenendo che i gruppi non hanno un interesse tutelato dalla legge e che possono presentare le loro opinioni al tribunale attraverso un amicus brief. L’avvocato dei gruppi, Art Belendiuk, ha invece affermato che, a causa degli obblighi di Disney nei confronti dei suoi azionisti, gli interessi della società potrebbero non coincidere con quelli degli spettatori. Nel dicembre 2024, ABC aveva risolto con un accordo la causa intentata da Trump per le dichiarazioni di George Stephanopoulos, pagando $15 milioni.
Perché è importante
La causa solleva, al di là di un processo tecnico di rinnovo delle licenze di trasmissione, la questione dei motivi per cui l’autorità di regolamentazione può esaminare le scelte editoriali degli emittenti. Il fatto che la FCC basi l’esame sulle accuse di discriminazione relative alle politiche DEI, mentre Disney lo colleghi alla libertà di espressione e al rischio di ritorsioni, rappresenta il principale punto di divergenza che definirà il quadro giuridico del procedimento. La possibilità che le trasmissioni proseguano senza interruzioni per tutta la durata della causa tutela, nel breve periodo, l’accesso degli spettatori ai contenuti di ABC; tuttavia, non è ancora chiaro in quale tribunale e sulla base di quali criteri verranno valutate le domande di licenza. Anche la richiesta di intervento da parte degli spettatori e dei gruppi di vigilanza lascia aperta la questione di come l’interesse pubblico sarà rappresentato nella controversia tra la società e l’autorità di regolamentazione.
Contesto
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