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La giornalista di TechCrunch Amanda Silberling ha scritto un articolo che esamina perché le persone attribuiscono caratteristiche umane all'intelligenza artificiale e se ciò sia corretto.

Aggiornato: 10/10/2026 · 3 min di lettura · 548 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 4 h 50 min

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La giornalista di TechCrunch Amanda Silberling ha scritto un articolo che esamina perché le persone attribuiscono caratteristiche umane all'intelligenza artificiale e se ciò sia corretto.
Robot umanoide e mano umana

Le parole di Amanda Silberling

Amanda Silberling, autrice di TechCrunch, ha scritto un articolo che esamina perché le persone attribuiscono caratteristiche umane all’intelligenza artificiale e se questo sia corretto.

L’articolo inizia con la visita di Silberling al Laboratorio di Informatica e Intelligenza Artificiale del MIT (CSAIL). Durante il tour, accompagnato da Wil Norton, dottorando del MIT, sono stati mostrati due robot umanoidi Unitree, ciascuno del costo di circa 50.000 dollari. Norton ha precisato che il prezzo dei robot era stato indicato in 16.000 dollari, ma che questo non era corretto. Silberling, che ha stretto la mano a quello soprannominato “Gabe” — robot normalmente noti per le dimostrazioni di arti marziali su YouTube o per le esibizioni ad “America’s Got Talent” — ha raccontato di aver trattato istintivamente come un essere umano una macchina che, al posto del cervello, porta un sensore LiDAR.

Le spiegazioni di Turkle

Questa esperienza ha portato Silberling alla presentazione del libro “Artificial Intimacy” della dottoressa Sherry Turkle, tenutasi al MIT Future Fest. Entrata a far parte del corpo docente del MIT nel 1976, Turkle studia gli effetti psicologici della tecnologia, dai primi computer domestici a ChatGPT. Nel suo libro, Turkle scrive che le persone, anche nelle interazioni più elementari, credono che gli oggetti relazionali tengano a loro e sono inclini a ricambiare. Secondo una ricerca, circa il 70% delle persone si comporta in modo gentile nelle interazioni con l’intelligenza artificiale; un altro studio mostra inoltre che, con l’avanzare della conversazione, aumenta la probabilità che gli utenti dicano “per favore” e “grazie” ai chatbot.

La valutazione di Pataranutaporn

Il dott. Pat Pataranutaporn, che ha fondato il gruppo di ricerca Cyborg Psychology presso il MIT Media Lab, sostiene che questo comportamento non possa essere classificato in modo netto come giusto o sbagliato e afferma che la vera questione è: “Chi diventiamo quando parliamo con l’intelligenza artificiale?”. Pataranutaporn spiega che questa esperienza comporta il rischio di lasciarsi trascinare dalla fantasia senza riuscire a tornare alla realtà, proprio come quando andiamo al cinema e ci lasciamo coinvolgere dalla storia pur sapendo che si tratta di finzione.

Pataranutaporn, che si definisce un “ottimista critico”, è consapevole anche dei pericoli della tecnologia nei casi estremi. Ha lavorato come esperto nella causa per morte ingiusta relativa al suicidio di Sewell Setzer III, 14 anni; la madre di Setzer aveva fatto causa alla piattaforma Character.AI, sostenendo che un chatbot modellato su un personaggio di “Game of Thrones” avesse spinto il figlio a togliersi la vita.

I prossimi passi di Turkle

Pataranutaporn ha osservato che la retorica secondo cui “l’intelligenza artificiale prenderà il posto di tutti” indebolisce nelle persone la volontà di plasmare il proprio futuro e che le aziende non agiscono in modo etico.

Turkle, invece, ritiene che l’interazione tra intelligenza artificiale ed esseri umani non sia del tutto dannosa. Portando come esempio un bot di intelligenza artificiale sviluppato da un suo studente per prepararsi ai colloqui di lavoro, Turkle ha usato l’espressione: “Resta nella tua corsia, chatbot!”. Ha sottolineato che il coaching per i colloqui di lavoro è un ambito accettabile, ma che un robot che dice a un bambino di tre anni “Sono il tuo genitore, raccontami” supera il limite. L’articolo si conclude con l’avvertimento che, quando la tecnologia devia leggermente dalla sua corsia, può erodere gradualmente il nostro scetticismo.

Fonte: TechCrunch AI · A cura del redattore Altay Tuna Emir.