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I costruttori della preistoria trasportarono Devil’s Arrows per 11 miglia

Aggiornato: 15/09/2026 · 3 min di lettura · 507 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 2 h 49 min

I costruttori della preistoria trasportarono Devil’s Arrows per 11 miglia
Pietre erette in un campo avvolto dalla nebbia

L’analisi isotopica ha mostrato che le tre pietre erette note come Devil’s Arrows, situate vicino a Boroughbridge, nel North Yorkshire, furono trasportate non dalle vicine Plumpton Rocks, come si riteneva in precedenza, ma da Brimham Rocks, a 18 chilometri (11 miglia) di distanza. Le ricostruzioni regionali del flusso glaciale hanno rivelato che le pietre non potevano essere state trasportate dai ghiacciai. I ricercatori hanno affermato che le comunità neolitiche trasportarono le pietre, ciascuna del peso di 25 tonnellate, grazie a capacità di pianificazione, coordinamento e ingegneria.

Devil’s Arrows fa parte di un complesso neolitico più ampio. La pietra più alta misura 6,85 metri (22,5 piedi) e si ritiene che l’allineamento coincida con il punto più meridionale del sorgere estivo della Luna. Un’indagine geofisica del 2025 ha individuato due aree di anomalia magnetica che potrebbero indicare le antiche posizioni delle pietre rimosse. Anche le possibili cavità di alloggiamento delle pietre indicano che la fila un tempo si estendeva verso nord e potrebbe essere stata usata come segnavia lungo la Great North Route.

Le fonti storiche menzionano, nel 16° secolo, una quarta pietra a nord-nord-ovest di quelle ancora in piedi; questa pietra era stata abbattuta all’inizio del 17° secolo. Un documento del 1687 riferisce che gli abitanti del luogo frantumarono una pietra e la usarono per costruire Peg Bridge, portandone la parte superiore ad Aldborough Manor. J.R. Walbran aveva invece ipotizzato che un monolite riutilizzato fosse il Battle Cross Monument, trasferito nel 1852 dalla piazza del mercato di Boroughbridge ad Aldborough.

Anthony Clarke e il suo team hanno prelevato con del nastro adesivo campioni dalle tre pietre delle Devil’s Arrows, dal Battle Cross monument e da Peg Bridge. Minerali come quarzo e feldspato sono stati separati; il materiale rimanente è stato esaminato al microscopio elettronico. Attraverso l’analisi isotopica dei minerali di zircone e apatite è stata ricavata un’“impronta digitale” dell’età, poi confrontata con la possibile fonte. I risultati hanno indicato Brimham Rocks come la fonte più probabile e hanno inoltre confermato che il Battle Cross monument era una delle pietre perdute delle Devil’s Arrows.

Lo studio è stato pubblicato nel 2026 su Proceedings of the Royal Society A Mathematical, Physical and Engineering Sciences. DOI: 10.1098/rspa.2026.0504.

Perché è importante

L’individuazione della fonte a Brimham Rocks, anziché nelle immediate vicinanze, trasforma la costruzione del monumento da un semplice impiego di materiale locale in una questione di trasporto e organizzazione su scala più ampia. La constatazione che i ghiacciai non ebbero alcun ruolo in questo processo impone di valutare lo spostamento dei blocchi da 25 tonnellate alla luce delle capacità di pianificazione, coordinamento e ingegneria delle comunità neolitiche. La conferma che il Battle Cross Monument è una delle pietre perdute consente, unendo le testimonianze storiche all’analisi scientifica, di ricostruire come parti del monumento siano state riutilizzate nei periodi successivi. I risultati geofisici avvalorano inoltre l’ipotesi che le tre pietre oggi esistenti non costituiscano l’intera disposizione originaria; la reale lunghezza dell’allineamento, il numero delle pietre rimosse e la sua funzione in relazione alla Great North Route non sono ancora stati determinati con certezza.

Fonte: Ars Technica