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Benvenuti nell’universo dei ragni; qui il mondo si misura in ragnatele

Aggiornato: 25/08/2026 · 2 min di lettura · 259 parole

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Benvenuti nell’universo dei ragni; qui il mondo si misura in ragnatele
Ragnatela ricoperta di rugiada

Il DNA ambientale (eDNA) facilita il monitoraggio della biodiversità e l’individuazione delle specie invasive attraverso lo studio del materiale genetico lasciato dagli organismi nell’acqua, nel suolo, nell’aria e in altri ambienti. Di recente, i ricercatori hanno stabilito che le ragnatele sono efficaci nel catturare il DNA disperso dagli animali e dalle piante presenti nell’ambiente. Nel confronto condotto da Joshua Newton nei pressi di Perth, le ragnatele sono risultate il metodo più efficace per identificare i vertebrati rispetto agli altri strumenti di campionamento passivo.

Tuttavia, per raccogliere dati significativi è stato necessario distruggere circa 40 ragnatele naturali. Per questo motivo, Angela McGaughran dell’University of Waikato della Nuova Zelanda ha condotto esperimenti con ragnatele artificiali, rilevando il DNA di mucche, pecore e uccelli esotici nelle vicinanze; le ragnatele artificiali si sono rivelate inoltre più efficaci di quelle naturali nella cattura delle spore fungine.

Perché è importante

Questo approccio amplia le possibilità di raccogliere dati negli studi sulla biodiversità senza catturare direttamente gli organismi e può contribuire al monitoraggio delle specie invasive. La distruzione delle ragnatele naturali durante il campionamento rappresenta un limite in termini di applicabilità del metodo e di impatto ambientale. La capacità delle ragnatele artificiali di rilevare il DNA appartenente a diversi animali presenti nelle vicinanze offre ai ricercatori un’opzione non dipendente dalle ragnatele naturali; il successo ottenuto con le spore fungine dimostra inoltre che il loro impiego non è limitato ai soli vertebrati. Tuttavia, quanto regolarmente il metodo possa produrre risultati in ambienti e condizioni differenti rimane una questione a cui occorre rispondere oltre i risultati attualmente disponibili.

Fonte: MIT Technology Review