Secondo quanto riferito, gli Emirati Arabi Uniti hanno revocato i permessi di atterraggio concessi alle compagnie aeree israeliane in seguito all’attacco a Flydubai del 30 settembre. Secondo il Times of Israel, la decisione è stata presa mercoledì; Arkia, El Al e Israir hanno sospeso i voli Dubai-Tel Aviv. Le compagnie hanno annunciato che i permessi erano stati sospesi martedì. Si segnala che circa 10 mila israeliani sono rimasti bloccati nel BAE; chi desidera rientrare deve utilizzare Etihad Airways ed Emirates. L’amministrazione di Tel Aviv si aspettava che i voli di rientro fossero completati oggi.
Nell’attacco, sull’aereo del volo 1073, il copilota Hemmam el-Hammami aveva aggredito il comandante Smit Machchhar con un’ascia di emergenza e l’aereo aveva perso 14 mila piedi di quota in breve tempo. Dopo l’intervento dei passeggeri, l’aereo era atterrato a Tabuk. Israele sostiene che il pilota volesse far schiantare l’aereo sull’aeroporto Ben Gurion, mentre anche i funzionari dello Shin Bet hanno preso parte all’indagine.
Secondo Israele, almeno 7 mila 415 passeggeri sono rientrati; il BAE, invece, aveva annunciato che tra il 2 e il 5 ottobre erano stati trasportati 7 mila 479 passeggeri con 37 voli. Il BAE non ha rilasciato dichiarazioni in merito alla decisione di revoca.
Perché è importante
La decisione lascia di fatto il traffico passeggeri tra i due paesi nelle mani delle compagnie del BAE; per chi utilizza questa rotta, le compagnie aeree israeliane non sono più un’opzione. Poiché la durata e il motivo della cancellazione non sono stati ufficialmente annunciati, non è chiaro se si tratti di una misura di sicurezza temporanea o di un passo diplomatico a più lungo termine. L’affermazione di Israele secondo cui il pilota voleva far schiantare l’aereo su Ben Gurion e la partecipazione dello Shin Bet all’indagine mostrano che l’episodio viene trattato non come un attacco isolato, bensì come una questione di sicurezza aerea, e sollevano il problema di come venga controllato l’equipaggio di volo. Anche la differenza tra i numeri di passeggeri comunicati dalle due parti indica che il quadro dell’evacuazione non è ancora chiaro. Il silenzio del BAE lascia per ora senza risposta la domanda se i permessi verranno nuovamente concessi.
Contesto
Il BAE non è un nome nuovo nell’archivio di FikirPilot: negli ultimi 90 giorni abbiamo pubblicato una notizia in cui compare questo nome; quell’articolo è datato 8 settembre 2026.