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Anche gli americani che usano AI ogni giorno sono preoccupati per l'AI

Aggiornato: 04/10/2026 · 3 min di lettura · 583 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 241 h 59 min

Anche gli americani che usano AI ogni giorno sono preoccupati per l'AI
Una scrivania di lavoro poco illuminata

La ricerca di Gallup commissionata da Microsoft ha rivelato che la diffusione dell’uso dell’intelligenza artificiale non ha eliminato le preoccupazioni nei confronti della tecnologia. La ricerca, condotta tra aprile e luglio in 37 paesi con circa 1.000 persone in ciascun paese, dovrebbe coprire 140 paesi. I risultati resi noti non includono India, Australia e Malaysia.

Negli Stati Uniti, circa il 68% di coloro che utilizzano ogni giorno l’intelligenza artificiale è preoccupato per la tecnologia. In generale, il 74% degli americani ha espresso preoccupazione; solo il 36% ritiene che l’intelligenza artificiale porterà principalmente benefici al paese. Nei paesi occidentali, mentre i tassi di utilizzo sono relativamente elevati, emergono anche le preoccupazioni. In Canada, il 29% dei partecipanti ha dichiarato di utilizzare ogni giorno l’intelligenza artificiale; il 64% dei canadesi consapevoli dell’intelligenza artificiale ha affermato che la tecnologia li preoccupa.

Singapore è stato il paese con il tasso più elevato di utilizzo quotidiano nella ricerca; il 46% dei partecipanti ha dichiarato di utilizzare ogni giorno l’intelligenza artificiale. Oltre l’80% delle persone consapevoli dell’intelligenza artificiale ritiene che la tecnologia migliorerà la propria vita quotidiana, mentre il 77% pensa che migliorerà il proprio paese. In Cina, il 35% dei partecipanti ha riferito di utilizzarla quotidianamente, mentre la maggioranza crede che l’intelligenza artificiale porterà benefici al paese. Un quadro simile si osserva anche in Israele.

Gli utenti quotidiani, soprattutto nei paesi in cui l’utilizzo è elevato, come Singapore, Israele e Cina, si fidano maggiormente dei risultati dell’intelligenza artificiale. Negli Stati Uniti, la percentuale di utenti quotidiani che esprime questa fiducia è del 45%. Tra i partecipanti alla ricerca, solo il 36% mediano ha dichiarato di fidarsi “molto” dei risultati dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, in 34 dei 37 paesi, i partecipanti hanno riferito soprattutto un senso di curiosità. La percentuale di coloro che hanno dichiarato di essere preoccupati per l’intelligenza artificiale è stata di circa il 32%, mentre i sentimenti positivi hanno raggiunto i livelli più elevati in Cina, con il 90%, a Singapore, con l’89%, e in Kenya, con l’87%.

Pablo Diego-Rosell di Gallup ha osservato che le persone possono essere curiose dell’intelligenza artificiale e considerarla utile, dubitando al tempo stesso dell’accuratezza dei suoi risultati. La ricerca mostra che persistono le preoccupazioni riguardo all’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione, sulla salute, sull’istruzione, sul settore pubblico, sul clima, sulla cybersicurezza, sulla proprietà dei contenuti, sui settori creativi e sulla privacy dei dati; un maggiore utilizzo non elimina da solo questo disagio.

Perché è importante

I risultati rendono difficile interpretare l’aumento dell’accesso all’intelligenza artificiale come un indicatore automatico dell’accettazione sociale; l’utilizzo, la fiducia e le preoccupazioni possono aumentare contemporaneamente. Questa distinzione riguarda non solo le aziende tecnologiche, ma anche gli attori che definiscono le politiche in materia di istruzione, sanità, servizi pubblici e lavoro; la questione, infatti, non deriva soltanto dalla velocità di adozione, ma anche dai dubbi sull’accuratezza e sugli effetti dei risultati. Le differenze tra i Paesi mostrano che le valutazioni sull’utilità dell’intelligenza artificiale non possono essere spiegate unicamente dal livello di contatto con la tecnologia. I temi che vanno dall’occupazione alla privacy dei dati rivelano che il dibattito si è spostato oltre l’uso individuale, arrivando a riguardare le conseguenze istituzionali. La spiegazione attuale, tuttavia, non mostra da quali esperienze derivino le preoccupazioni né come cambino nel tempo; non è ancora chiaro come l’estensione della ricerca a 140 Paesi colmerà questa lacuna.

Contesto

Americans non è un nome nuovo nell’archivio di FikirPilot: negli ultimi 90 giorni abbiamo pubblicato una notizia in cui compare questo nome; l’articolo è datato 28 agosto 2026.

Fonte: TechCrunch AI