Warner Bros. ha pubblicato un nuovo spot per Digger, firmato da Alejandro G. Iñárritu, che sta avendo difficoltà a promuovere. Lo spot mette a confronto gli elogi provenienti da diversi Paesi con i commenti negativi della stampa statunitense. Dopo il breve dialogo tra Digger Rockwell, interpretato da Tom Cruise, e il personaggio interpretato da Riz Ahmed, vengono mostrati i giudizi di un YouTuber messicano, che lo definisce “epico, straordinario e pungente”, e di un critico francese, secondo cui è “un gioiello d’intelligenza”, contrapposti alle valutazioni di The Playlist, “grottesco e deliberatamente di cattivo gusto”, e del New York Post, “diventato un brutto film senza volerlo”.
Si stima che l’incasso di apertura di Digger in Nord America sia stato di circa 8 milioni di dollari. Il risultato è rimasto al di sotto delle aspettative, comprese tra 12 milioni e 15 milioni di dollari, e del budget di circa 125 milioni di dollari. La percentuale di recensioni positive su Rotten Tomatoes è del 51%, mentre la media su AlloCiné è di 3,2 su 5. Il punteggio CinemaScore è stato C+. Il 60% del pubblico dell’apertura aveva un’età compresa tra 18 e 34 anni e più del 70% era composto da uomini.
Cruise ha difeso il film. Secondo le fonti di Deadline, la produzione potrebbe subire una perdita di circa 150 milioni di dollari a fronte di un incasso di 50 milioni di dollari. Anche Dövüş Efsanesi, con Dwayne Johnson, e Amsterdam hanno registrato fallimenti simili.
Perché è importante
La campagna porta al centro della pubblicità la divisione nella ricezione del film, invece di nasconderla; questa scelta rende visibili contemporaneamente le reazioni positive registrate in diversi Paesi e le dure valutazioni negli Stati Uniti. Tuttavia, la limitata convergenza tra gli indicatori relativi a critici e spettatori suggerisce che la strategia di marketing non sia soltanto una scelta promozionale, ma anche un segnale del rapporto instaurato dal film con il suo pubblico di riferimento. L’apertura concentrata in particolare sugli spettatori giovani e di sesso maschile evidenzia che la produzione non è riuscita a raggiungere un pubblico più ampio, ampliando il divario tra l’elevato budget e il debole esordio. Il richiamo a fallimenti analoghi al botteghino solleva la questione se il problema sia limitato a una singola produzione; ciò che resta da chiarire non è se il linguaggio pubblicitario controverso aumenterà l’interesse, ma se questo interesse si tradurrà in biglietti venduti.