Il pensatore americano Francis Fukuyama ha riesaminato la sua precedente posizione a sostegno del rovesciamento di Saddam Hüseyin, 23 anni dopo l’invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti. Fukuyama, che alla fine degli anni 1990 era vicino ai neoconservatori e aveva firmato lettere in cui si chiedeva un cambio di regime in Iraq, ha affermato che l’esperienza irachena lo ha portato ad allontanarsi da questi ambienti.
Parlando al New York Times, Fukuyama ha richiamato gli esempi della Germania e del Giappone dopo la II guerra mondiale, precisando che la sua obiezione non riguardava il rovesciamento del dittatore con l’uso della forza, bensì la capacità degli Stati Uniti d’America di produrre una trasformazione duratura in società diverse. Ha dichiarato di aver previsto che l’amministrazione George W. Bush avrebbe rovesciato Saddam, ma non sarebbe riuscita a costruire uno Stato stabile, e che il risultato è stato «peggiore di quanto mi aspettassi».
Secondo Fukuyama, una preparazione inadeguata ha creato un vuoto di cui ha beneficiato l’Iran; fazioni armate legate a Teheran sono entrate negli equilibri di potere e sicurezza dell’Iraq. Ha collegato questa critica anche all’attuale guerra con l’Iran. Ha sostenuto che gli attentati dell’11 settembre 2001 hanno mostrato, oltre agli interessi economici, l’influenza nei conflitti del riconoscimento, dell’umiliazione, del sacrificio e delle motivazioni religiose e politiche.
Perché è importante
L’autocritica di Fukuyama chiarisce che la sua rottura con gli ambienti neoconservatori è dovuta non tanto alla caduta di Saddam, quanto all’incapacità di costruire uno Stato stabile dopo l’occupazione. Questa distinzione mostra che, nei dibattiti sull’intervento esterno, il successo militare e la capacità di produrre una trasformazione politica duratura in una società diversa non sono la stessa questione. La valutazione secondo cui il vuoto creatosi in Iraq ha lasciato spazio a fazioni armate legate all’Iran stabilisce un nesso tra gli errori di preparazione e costruzione dello Stato di 23 anni fa e gli attuali equilibri di potere e sicurezza. Per questo motivo, le dichiarazioni interessano, sotto il profilo della pianificazione post-intervento, sia i sostenitori dell’occupazione dell’Iraq sia coloro che valutano l’attuale guerra con l’Iran. Resta aperta la questione di quanto gli Stati Uniti possano trasferire le esperienze di Germania e Giappone a società diverse e a quali condizioni possano garantire la stabilità dopo un cambio di regime.
Termine: patch
Una patch è un aggiornamento che corregge un errore o una vulnerabilità di sicurezza in un software.