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L'esercito statunitense conferma per la prima volta di aver schierato armi in orbita

Aggiornato: 15/09/2026 · 3 min di lettura · 588 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 1 h 35 min

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L'esercito statunitense conferma per la prima volta di aver schierato armi in orbita
Un satellite di difesa in orbita

L’esercito degli Stati Uniti ha confermato per la prima volta di aver dispiegato in orbita «armi di controllo spaziale» in grado di proteggere le forze congiunte da azioni ostili. Meink ha rilasciato la dichiarazione durante l’Air, Space & Cyber Conference annuale dell’Air and Space Forces Association, vicino a Washington, DC. Non ha fornito informazioni sul tipo di armi, su quando siano state dispiegate né se siano state testate. Affermando che la divulgazione dei dettagli non contribuirebbe alla deterrenza, Meink ha dichiarato che gli Stati Uniti devono poter operare liberamente nell’ambiente spaziale, cruciale per la sicurezza militare ed economica.

La dichiarazione del Pentagono ha evidenziato un cambiamento nell’approccio degli Stati Uniti alla guerra spaziale. Negli ultimi anni, i funzionari militari hanno iniziato a parlare più apertamente di conflitti in orbita, di misure difensive sui satelliti e di sistemi terrestri destinati a neutralizzare i satelliti nemici.

Gli Stati Uniti avevano denunciato che nel 2020 la Russia aveva testato in orbita quella che sembrava essere un’arma antisatellite. Nel 2024, funzionari dell’amministrazione Biden hanno accusato la Russia di aver dispiegato armi antisatellite operative. Nello stesso anno, il deputato Mike Turner (R-Ohio) ha inoltre reso nota una valutazione del governo statunitense secondo cui la Russia potrebbe collocare armi nucleari nello spazio. Un’esplosione nucleare nell’orbita terrestre bassa potrebbe mettere a rischio migliaia di veicoli, tra cui i satelliti Starlink, i satelliti spia degli Stati Uniti, i satelliti cinesi e la International Space Station.

I funzionari statunitensi sono preoccupati anche per i satelliti cinesi dotati di elevata capacità di manovra. I dati open source mostrano che i satelliti cinesi si sono avvicinati a risorse militari statunitensi, probabilmente a scopo di sorveglianza. Il rapporto 2025 Space Threat Assessment del Center for Strategic and International Studies ha indicato che queste capacità potrebbero trasformarsi in un potente arsenale controspaziale orbitale. Meink ha inoltre giustificato il dispiegamento degli Stati Uniti citando i sistemi che Cina e Russia sviluppano da oltre un decennio.

Le armi spaziali possono comprendere sistemi a energia diretta come i laser, disturbatori a radiofrequenza e armi cinetiche che distruggono fisicamente i bersagli. Il Gen. Chance Saltzman aveva dichiarato nel 2025 che altri Paesi stavano sviluppando tutte e sei le categorie, mentre gli Stati Uniti non le stavano ancora perseguendo tutte. A giugno, la Space Force aveva dichiarato operativo il disturbatore satellitare mobile terrestre chiamato Meadowlands, il suo primo sistema d’arma ufficialmente riconosciuto.

Victoria Samson ha valutato che i sistemi annunciati potrebbero essere disturbatori collocati in orbita. Clayton Swope ha invece affermato che l’annuncio era troppo vago in termini di deterrenza e che non erano noti i bersagli delle armi né le condizioni per il loro impiego. Lunedì non è giunta alcuna reazione immediata dai governi di Cina e Russia.

Perché è importante

Questa conferma mostra che lo spazio non viene considerato soltanto un ambito che fornisce servizi di supporto, ma un teatro di confronto militare diretto. Lo sviluppo rivela che la risposta degli Stati Uniti alle capacità antisatellite di origine russa e cinese non è più limitata ai disturbatori terrestri e riguarda, oltre ai sistemi militari di comunicazione e sorveglianza, anche migliaia di veicoli che utilizzano le stesse orbite. Tuttavia, poiché non sono stati resi noti il tipo, lo stato dei test, i bersagli e le condizioni d’impiego dei sistemi, non è possibile valutare in modo indipendente il valore deterrente del dispiegamento e i suoi possibili rischi. Questa incertezza, pur mantenendo segrete le capacità sensibili, lascia aperti gli interrogativi su come riconoscere un intervento in orbita e in quali circostanze debba essere considerato un atto ostile.

Fonte: Ars Technica