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Entusiasmo nel mondo della fisica: potrebbe essere stato osservato il primo indizio della materia oscura?

Aggiornato: 02/09/2026 · 2 min di lettura · 368 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 1 h 54 min

Entusiasmo nel mondo della fisica: potrebbe essere stato osservato il primo indizio della materia oscura?
Laboratorio sotterraneo di ricerca fisica

Gli scienziati hanno annunciato di aver captato il primo segnale che potrebbe appartenere alla materia oscura; tuttavia, le prove sono insufficienti per una rilevazione certa. Secondo il modello cosmologico standard, la materia barionica, come le stelle, i pianeti e gli esseri umani, costituisce il 15% dell’universo, mentre la materia oscura, invisibile perché non interagisce con la luce, ne costituisce l’85%. L’esistenza della materia oscura, ricercata da circa 100 anni, è sostenuta dai suoi effetti gravitazionali sulle galassie.

L’esperimento LUX-ZEPLIN (LZ) viene condotto in un serbatoio contenente 10 tonnellate di xeno liquido ultrapuro, situato a circa 1500 metri di profondità sotto il Sanford Underground Research Facility, nello Stato statunitense del Dakota del Sud. In questo ambiente protetto dai raggi cosmici, i ricercatori cercano interazioni rare attraverso lampi di luce.

Il team guidato da Sam Eriksen dell’Università di Bristol ha riferito, il 1° settembre, alla Conferenza di astrofisica delle particelle 2026 TeV in Giappone, un debole segnale di luce UV che potrebbe essere stato prodotto da WIMP più pesanti della materia visibile, la cui esistenza non è stata dimostrata. Sebbene il segnale non assomigli ai fondi noti, è stato osservato un solo evento; la probabilità che abbia avuto origine dal fondo è di circa una su 200. Nello studio presentato a Physical Review Letters, Alvine Kamaha ha sottolineato che è necessario procedere con cautela. Gli eventi simili saranno monitorati; nei dati di LZ fino al 2028 si attendono al massimo alcuni segnali.

Perché è importante

Questo risultato solleva la possibilità di studiare la materia oscura non soltanto attraverso i suoi effetti gravitazionali sulle galassie, ma anche tramite le interazioni tra particelle. Per questo motivo, lo sviluppo interessa gli studi sulla natura della componente invisibile che costituisce gran parte dell’universo e, in particolare, i ricercatori che esaminano l’ipotesi WIMP. Tuttavia, i dati disponibili non sono sufficienti per affermare che l’evento osservato abbia effettivamente avuto origine dalla materia oscura; la possibilità che sia dovuto al fondo non è stata del tutto esclusa. La questione ancora aperta è se segnali simili si ripeteranno e se risulteranno compatibili con la stessa spiegazione fisica. I dati che LZ raccoglierà fino al 2028 saranno importanti per valutare se la singola osservazione raggiungerà il livello di evidenza.

Fonte: Independent Türkçe · A cura del redattore Altay Tuna Emir.