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Lunga intervista con il Primo Ministro (2): valutazione generale sul processo di pace

Aggiornato: 13/10/2026 · 3 min di lettura · 443 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 11 h 55 min

Lunga intervista con il Primo Ministro (2): valutazione generale sul processo di pace
Il tavolo della storica riunione

La lunga intervista con il Primo Ministro (2) affronta una valutazione generale del processo di pace. Celalettin Can, in un articolo scritto per Independent Türkçe, ha raccontato la riunione del Comitato dei Saggi tenutasi a Dolmabahçe il 26 giugno 2013 e il suo dialogo con l’allora Primo Ministro Recep Tayyip Erdoğan. Il dialogo è stato riportato nell’articolo.

La prima fase del processo era stata completata. Secondo Can, l’uscita oltre confine dei gruppi armati e la cessazione delle operazioni hanno completato la prima fase del processo di soluzione, stando alle dichiarazioni delle stesse parti. Can ha affermato che ora toccava alla democratizzazione. Can ha scritto che l’obiettivo principale della seconda fase era una costituzione democratica, partecipativa, egualitaria e libertaria, che ciò richiedeva un lungo processo e che si sarebbe potuto entrare nelle elezioni generali con questa parola d’ordine. Si trattava di un processo lungo. Ha inoltre sostenuto che, con il rilascio dei prigionieri e il ritiro in misura significativa delle proprie forze, il PKK aveva fatto la sua parte e che l’opinione pubblica attendeva un passo dal governo dell’AK Parti.

Erdoğan ha invece contestato la percentuale del ritiro. «Il 15% delle forze del PKK si è ritirato, l’85% non si è ritirato. Non si pensi che noi non lo sappiamo», ha detto, aggiungendo che questa informazione sarebbe stata appresa dall’opinione pubblica. Anche Can ha rilasciato una dichiarazione. Can ha precisato che il ritiro era una scelta e che non si erano verificati scontri. Ha detto inoltre che il PKK aveva annunciato in anticipo che il processo sarebbe arrivato all’autunno. A questo punto Erdoğan ha parlato del rapimento di un uomo d’affari a Tunceli-Ovacık e di alcuni episodi nella regione.

Perché è importante

Questa testimonianza mostra che, anche mentre la prima fase del processo di soluzione veniva dichiarata conclusa, esisteva una grave differenza di percezione sui dati sul campo tra il governo e gli attori civili che seguivano il processo. Il fatto che il tasso di ritiro sia stato messo in discussione dallo stesso Primo Ministro dell’epoca indica che, dietro le quinte del quadro ottimistico presentato all’opinione pubblica, persistevano asimmetria informativa e sfiducia reciproca. Il collegamento della seconda fase a una costituzione democratica e partecipativa offre un punto di riferimento per il lettore che oggi voglia valutare su quali promesse fosse costruito il processo e a quale soglia si sia fermato. Anche il fatto che il PKK avesse annunciato in anticipo che il processo sarebbe arrivato all’autunno dimostra che questa tensione era già visibile a quella data. Il testo lascia invece aperta la domanda su con quale metodo sia stato misurato il tasso di ritiro e se questo dato sia stato condiviso con l’opinione pubblica.

Fonte: Independent Türkçe · A cura del redattore Altay Tuna Emir.