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Console di gioco portatile che funziona con un solo pulsante

Aggiornato: 15/10/2026 · 2 min di lettura · 354 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 18 h 23 min

Console di gioco portatile che funziona con un solo pulsante
Console di gioco portatile

Dinoboy è stato presentato come una console di gioco portatile che funziona con un solo tasto. Un solo tasto è sufficiente. Nel confronto si sottolinea inoltre che, mentre persino l’Atari 2600 aveva un solo tasto, lo Steam Deck dispone di circa 24 pulsanti.

Il dispositivo esegue direttamente al suo interno il classico gioco del dinosauro che salta, caricato da Google Chrome quando la connessione internet si interrompe e giocato con la barra spaziatrice. L’unico tasto si trova nel punto in cui il pollice si appoggia naturalmente. Quando la console in due parti si apre da qui tramite una cerniera, nella parte superiore resta un ampio schermo e in quella inferiore la sezione che si tiene in mano; lo schermo in bianco e nero supporta un formato a due colori che richiama l’immagine a matrice di punti del Game Boy originale.

Il suo produttore, Paul, ha progettato il dispositivo per smettere di fare “doomscrolling” e, quando l’etichetta NFC nascosta vicino alla cerniera viene avvicinata al telefono, attiva la modalità aereo. Era stato presentato un modello simile più grande di Paul, con cabinet arcade.

Perché è importante

Dinoboy può essere letto come un tentativo consapevole di semplificazione contro l’affollamento di pulsanti e funzioni che da anni cresce nell’hardware da gioco: laddove Steam Deck conta circa 24 pulsanti, tornare a un solo tasto mette in primo piano non le opzioni di controllo, ma il gioco stesso. Il baricentro del progetto va oltre il gioco: il dispositivo è pensato per spezzare l’abitudine dello scorrimento continuo sul telefono, e il fatto che tramite l’etichetta NFC porti il telefono in modalità aereo mostra come questo obiettivo sia stato trasferito nell’hardware. Questo progetto, riportato da Hackaday e nato dalle mani di un unico produttore, indica che la ricerca del detox digitale trova riscontro anche a livello di singoli progettisti; la versione più grande di Paul con cabinet arcade fa pensare che non si tratti di un esperimento isolato. Restano invece per ora senza risposta le domande se un dispositivo a scopo unico possa cambiare in modo duraturo le abitudini quotidiane e se il progetto riuscirà a raggiungere un pubblico più ampio.

Fonte: Hackaday · A cura del redattore Altay Tuna Emir.