Il pagamento effettuato da Ahmed eş-Şara con una carta Visa nella Città Vecchia di Damasco è diventato il simbolo del ritorno della Siria nel sistema finanziario internazionale. Visa e Mastercard hanno effettuato il 27 agosto le prime transazioni internazionali con carta nel Paese, mentre Washington aveva rimosso la Siria, appena tre giorni prima, dalla lista degli “Stati che sostengono il terrorismo”, in cui si trovava dal 1979. Il pagamento, effettuato alla presenza del presidente della Banca centrale siriana Muhammed Safwat Raslan, è stato reso pubblico attraverso un breve video.
Tuttavia, l’avvio delle transazioni con carta non significa che i capitali stiano affluendo nel Paese. La Banca Mondiale stima i danni fisici diretti causati dalla guerra in circa 108 miliardi di dollari e i costi della ricostruzione in 216 miliardi di dollari. Di questa cifra, 82 miliardi di dollari sono destinati alle infrastrutture, 75 miliardi di dollari alle abitazioni e 59 miliardi di dollari agli edifici non residenziali; Aleppo, la campagna di Damasco e Homs sono tra le aree più gravemente colpite.
Per riuscire ad attrarre capitali esteri, la Siria deve rafforzare la vigilanza bancaria, la sicurezza dei contratti, i diritti di proprietà e i rapporti di corrispondenza bancaria. Il commercio con la Turchia è aumentato del 42% nel 2025, raggiungendo 3,75 miliardi di dollari. Nei primi sei mesi del 2026, le esportazioni sono aumentate del 26,4%, superando 1,28 miliardi di dollari; le esportazioni di cemento sono cresciute del 116,8%.
Perché è importante
Questo sviluppo dimostra che la decisione di Washington non ha prodotto una normalizzazione immediata e senza limiti nel settore finanziario: l’avvio dell’utilizzo delle carte internazionali non equivale a un afflusso di capitali nel Paese. La questione fondamentale per la Siria è creare un quadro bancario e giuridico affidabile, in grado di finanziare la ricostruzione delle infrastrutture e del patrimonio abitativo gravemente danneggiati dalla guerra. Per questo motivo, la vigilanza bancaria, l’applicabilità dei contratti, i diritti di proprietà e i rapporti di corrispondenza bancaria saranno determinanti, soprattutto per gli attori esteri intenzionati a partecipare alle attività di ricostruzione. Sebbene l’aumento degli scambi con la Turchia e delle esportazioni di cemento dimostri che i contatti economici proseguono, la questione aperta è se questa dinamica possa trasformarsi in un canale di finanziamento più ampio e adeguatamente garantito.
Contesto
La Turchia non è un nome nuovo nell’archivio di FikirPilot: negli ultimi 90 giorni abbiamo pubblicato 33 notizie in cui compare questo nome; la più recente è del 2 settembre 2026.