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Il retroscena dell'iniziativa di Meta per utilizzare robot nei suoi data center

Aggiornato: 30/08/2026 · 4 min di lettura · 696 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 1 h 19 min

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Il retroscena dell'iniziativa di Meta per utilizzare robot nei suoi data center
Braccio robotico nel data center

Meta sta testando hardware di diverse aziende per affidare ai robot alcune delle attività svolte dai tecnici nei data center. Secondo quanto riferito dai dipendenti, l’azienda utilizza prodotti di Watney Robotics, Kinova e ABB. Tra le prove figurano l’interruzione e il ripristino dell’alimentazione dei server con il braccio robotico Kinova Gen3 e la sostituzione dei cavi di rete. Un dipendente di Meta afferma che, se avrà successo, il robot potrebbe assumersi fino all’80% del carico di lavoro di alcune persone. In alcune strutture, invece, vengono utilizzati semplici robot guidati a distanza da una persona, in grado di riavviare i dispositivi premendo il pulsante di accensione.

Meta sostiene di aver investito molto nella formazione e nell’assunzione di personale per i data center e afferma di aver bisogno di più dipendenti, non di meno. Tuttavia, Eric Xu, dell’unità di robotica dell’azienda, ha dichiarato che gli obiettivi a lungo termine consistono nell’introdurre i robot nei data center per accelerare la risposta agli incidenti, monitorare l’ambiente ed effettuare la manutenzione preventiva. Hardware più economico e modelli di intelligenza artificiale più avanzati stanno favorendo la nascita di startup che sviluppano robot per attività come l’assemblaggio dei server e la sostituzione di componenti e cavi. I sostenitori affermano che i robot potrebbero assumere compiti ripetitivi e pericolosi, permettendo ai dipendenti di dedicarsi ad attività più complesse; in futuro, potrebbero inoltre facilitare la gestione dei data center sott’acqua o in ambienti inadatti alla vita umana, come lo spazio.

La diffusione dei robot non occupa ancora un posto di rilievo nell’agenda degli attivisti che si oppongono al sostegno ai data center attraverso vantaggi occupazionali e fiscali. I lavoratori del campus di Meta ad Altoona, in Iowa, temono di perdere il posto nel giro di pochi anni a causa dei robot. Alcuni lavoratori temono inoltre che i sistemi supportati dall’intelligenza artificiale aumentino la tendenza a ricorrere a una forza lavoro meno qualificata e meno retribuita. Meta ha invece avviato un programma gratuito per formare ogni anno migliaia di persone provenienti da contesti diversi nei settori elettrico, meccanico e idraulico; offre una garanzia di lavoro a chi completa la formazione in Louisiana, Ohio, Indiana e Texas.

Nel 2023, Meta aveva presentato un robot autonomo in grado di trasportare pesanti rack di server e un veicolo dotato di lettore di codici a barre per il monitoraggio dell’inventario. Questi robot operano in alcuni centri in Iowa e Virginia; tuttavia, il robot per l’inventario non riesce a distinguere le luci colorate, incontra difficoltà con i cavi e negli angoli, è lento e viene trasportato tra gli edifici dagli esseri umani. Ad Altoona, i robot a due bracci di Watney vengono testati per i lavori sui cavi, mentre nel campus di Prometheus a New Albany, Ohio, i robot di ABB vengono testati per il posizionamento dei componenti. Tuttavia, a causa della lentezza dei robot, della necessità di ricaricarli e della loro inadeguatezza ai lavori di cablaggio complessi, non è ancora dimostrato che l’essere umano possa essere completamente escluso. Anche Microsoft, Google e Amazon hanno annunciato investimenti o piani legati all’uso dei robot nei data center.

Perché è importante

Questi test sollevano la questione di come verranno distribuiti i compiti tecnici nella gestione dei data center e di quali competenze acquisiranno valore in questi ambiti. Man mano che i robot vengono impiegati per attività ripetitive o rischiose, il ruolo dei dipendenti potrebbe spostarsi verso la manutenzione, la supervisione e gli interventi più complessi, anche se non dovesse scomparire del tutto; per questo, l’ampiezza dei programmi di formazione e le politiche di assunzione acquistano importanza. L’impatto dello sviluppo non riguarda soltanto i dipendenti di Meta; potrebbe influenzare anche le aspettative occupazionali presso altre aziende tecnologiche che effettuano investimenti analoghi e il rapporto dei data center con le economie locali. Tuttavia, i problemi legati alla lentezza, alla ricarica e al cablaggio complesso dei sistemi attuali lasciano aperte le questioni relative alla misura in cui il lavoro umano possa essere sostituito e alla possibilità che l’automazione offra davvero ai dipendenti mansioni più qualificate.

Contesto

Meta non è un nome nuovo nell’archivio di FikirPilot: negli ultimi 90 giorni abbiamo pubblicato 3 notizie in cui compare questo nome; la più recente è datata 28 agosto 2026.

Fonte: Ars Technica · A cura del redattore Altay Tuna Emir.