Circa il 40% dell’elettricità consumata nei data center viene impiegato per il raffreddamento dei server. I ricercatori dell’Istituto di Tecnologia di Karlsruhe e dell’Università di Tsukuba hanno sviluppato un dispositivo costituito da due nastri di nichel-titanio e piastre di rame, progettato per soddisfare questo fabbisogno utilizzando il calore di scarto dei server.
Il prototipo, alimentato da una fonte di calore a 130 °C, è in grado di creare una differenza di 2,2 kelvin tra il lato caldo e quello freddo. Considerando che i processori operano a temperature comprese tra 60 e 85 °C e che la temperatura deve essere ridotta di 10-20 gradi, il sistema deve essere ulteriormente sviluppato per l’uso commerciale. Per aumentare le prestazioni, i ricercatori stanno lavorando a modelli in cui verranno disposti in parallelo più nastri metallici.
Perché è importante
Il fatto che circa il 40% dell’elettricità nei data center sia destinato al raffreddamento fa sì che il lavoro non sia soltanto la sperimentazione di un nuovo dispositivo, ma anche la ricerca di una soluzione per la struttura stessa del consumo energetico. Tuttavia, la differenza di temperatura ottenuta dal prototipo non dimostra ancora che sia stata raggiunta la riduzione di 10-20 gradi necessaria nelle condizioni operative dei processori. Per questo motivo, il risultato attuale della ricerca indica soprattutto una fase in cui si dimostra che il calore di scarto può essere utilizzato a questo scopo, più che la presentazione di un sistema di raffreddamento pronto per l’uso commerciale. Resta da chiarire in che misura un numero maggiore di nastri metallici disposti in parallelo aumenterà le prestazioni e se il dispositivo sarà in grado di soddisfare il fabbisogno di raffreddamento nelle condizioni dei data center.
Contesto
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