[okooptics] è riuscita a ottenere immagini 3D senza utilizzare lenti. Una sottile pellicola di Scotch tape posizionata sul sensore della fotocamera Raspberry Pi al posto della lente diffonde l’immagine; un’adeguata matematica di deconvoluzione ricostruisce l’immagine a partire da questi dati sfocati.
L’assegnazione di un peso direzionale alla funzione di diffusione puntuale utilizzata nel metodo consente di ottenere una visuale da angolazioni diverse, come se la posizione della fotocamera fosse stata leggermente modificata. Sebbene la tecnica richieda un’intensa elaborazione matematica, vengono illustrati anche i suoi limiti di applicabilità e le sue basi scientifiche.
Perché è importante
Questo metodo dimostra che, nell’imaging tridimensionale, oltre ai componenti ottici può essere determinante anche il metodo computazionale. La possibilità di produrre immagini come se fossero state percepite da angolazioni diverse consente di valutare i dati ottenuti non soltanto come un’immagine piana, ma anche insieme alle informazioni sulla profondità. Tuttavia, il risultato dipende dalla corretta definizione del modello matematico utilizzato e del peso direzionale assegnato alla funzione di diffusione puntuale; il processo, quindi, non consiste semplicemente nell’applicare un nastro adesivo. Le condizioni in cui la tecnica fornisce risultati affidabili e la misura in cui le sue basi scientifiche possono essere generalizzate restano questioni aperte che ne definiscono i limiti di applicabilità.