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Gli incendi nelle torbiere dell’Indonesia oscurano il cielo

Aggiornato: 04/09/2026 · 3 min di lettura · 407 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 7 h 57 min

Gli incendi nelle torbiere dell’Indonesia oscurano il cielo
Foresta tropicale avvolta dal fumo

Il sensore MODIS (Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer) del satellite Aqua della NASA ha ripreso, il 1° settembre 2026, dense colonne di fumo grigio che si alzavano da numerosi incendi sull’isola del Borneo. I punti rossi sulla mappa mostrano i pixel in cui il sensore e l’algoritmo hanno rilevato anomalie termiche indicative di un incendio; un singolo incendio può generare più rilevamenti. La maggior parte degli incendi si concentra nel sud dell’isola.

Gli incendi tropicali delle torbiere, che avanzano nei terreni delle zone umide prosciugate, bruciano a basse temperature, spesso sottoterra e lungo ampi depositi di torba. Per questo avanzano lentamente, sono difficili da spegnere e producono un forte inquinamento. Secondo una stima, rispetto agli altri incendi delle foreste tropicali, gli incendi delle torbiere rilasciano una quantità tripla di particolato fine, una quantità cinque volte maggiore di anidride solforosa, una quantità tripla di carbonio organico e una quantità doppia di metano e monossido di carbonio.

In Indonesia, che ospita circa il 36% delle torbiere tropicali del mondo, questi incendi rappresentano un problema ricorrente. Durante i periodi di siccità, gli incendi possono provocare coltri di fumo che durano settimane. Secondo NOAA, l’El Niño, presente e in rafforzamento ad agosto, insieme alla fase positiva del Dipolo dell’Oceano Indiano, sta riducendo le precipitazioni.

Robert Field, ricercatore della Columbia University, ha dichiarato che l’attività degli incendi è aumentata rapidamente, in modo simile a quanto avvenuto nel 2015. Nel 2015 gli incendi avevano rilasciato 1,75 miliardi di tonnellate di gas serra equivalenti; al 2 settembre, gli incendi del 2026 avevano raggiunto circa il 10% di tale quantità.

Perché è importante

Questo sviluppo dimostra che gli incendi non si limitano alle fiamme visibili in superficie: la combustione della torba che avanza nel sottosuolo rende più difficili le operazioni di spegnimento e provoca il rilascio di grandi quantità di sostanze inquinanti. Questa caratteristica spiega perché il fumo possa persistere a lungo e interessare vaste aree, aumentando al contempo la pressione sulla qualità dell’aria. Le condizioni climatiche associate alla diminuzione delle precipitazioni offrono un quadro fondamentale per comprendere il ripetersi degli incendi nei periodi di siccità e le coltri di fumo che durano settimane. Il confronto con il 2015 mostra inoltre che non si tratta soltanto di un incendio locale, ma di un fenomeno da monitorare anche in termini di emissioni di gas serra. Per questo motivo, i dati satellitari consentono non solo di individuare i focolai, ma anche di valutare congiuntamente siccità, inquinamento ed emissioni.

Fonte: NASA · A cura del redattore Altay Tuna Emir.