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Perché è più difficile spegnere gli incendi che si sviluppano nei veicoli elettrici?

Aggiornato: 28/08/2026 · 2 min di lettura · 279 parole

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Perché è più difficile spegnere gli incendi che si sviluppano nei veicoli elettrici?
Immagine ripresa da una telecamera termica

Lo spegnimento degli incendi delle auto elettriche è più difficile a causa della “fuga termica” che si verifica nelle batterie. Il surriscaldamento di una cella può trasferire il calore alle altre celle, provocando una reazione a catena, temperature elevate e piccole esplosioni.

Il fatto che le batterie siano contenute in involucri resistenti impedisce all’acqua e alle sostanze chimiche di raggiungere le celle in fiamme. Per questo motivo, anche dopo lo spegnimento dell’incendio, l’energia residua nelle celle danneggiate può causare una nuova combustione a distanza di ore o giorni. I veicoli devono essere monitorati con telecamere termiche e tenuti in un’area isolata.

La combustione degli elettroliti delle batterie può liberare gas tossici o infiammabili come fluoruro di idrogeno, monossido di carbonio, metano e idrogeno. Poiché il design dei veicoli e la struttura delle batterie differiscono, è importante stabilire il metodo di intervento in base alle guide per le emergenze.

Perché è importante

Questo quadro mostra che, negli incendi dei veicoli elettrici, l’evento potrebbe non concludersi dopo lo spegnimento delle fiamme visibili. Ciò significa che, per le squadre di intervento, il monitoraggio del veicolo dopo lo spegnimento, il suo trasferimento in un’area sicura e il controllo mediante attrezzature adeguate fanno parte del processo tanto quanto lo spegnimento stesso. La possibilità di presenza di gas tossici e infiammabili dimostra che le persone vicine all’incendio e gli operatori intervenuti non possono agire considerando soltanto il rischio rappresentato dal calore e dalle fiamme. Le diverse configurazioni dei veicoli e delle batterie mostrano inoltre che non è possibile applicare lo stesso metodo in ogni situazione, lasciando aperte le domande su quale guida d’intervento utilizzare e per quanto tempo monitorare il rischio di una nuova combustione.

Fonte: Webtekno