La perdita di elettricità nelle reti dovuta al calore, ai furti e agli utenti che non pagano costituisce un problema serio in molti Paesi. Secondo la Banca Mondiale, nel 2023 più della metà dei Paesi che monitoravano questi dati ha perso almeno il 10% della propria elettricità; in 24 Paesi le perdite hanno superato il 20%, mentre in due Paesi è andata perduta più della metà dell’elettricità prodotta. Ridurre le perdite può contribuire a soddisfare l’aumento della domanda senza costruire nuove centrali e a diminuire le emissioni di gas serra. Tuttavia, a tal fine sono necessari investimenti nelle infrastrutture, regolamentazioni, coordinamento tra le istituzioni pubbliche e contrasto ai furti di elettricità. Guerre, disastri naturali e condizioni di governance debole aggravano il problema.
Delhi è diventata un esempio riducendo in 25 anni le perdite di elettricità da circa il 50% al 5%. Mini Shaji Thomas, ingegnera elettrica presso Jamia Millia Islamia, ha analizzato questa trasformazione nel suo studio intitolato “The Epic Comeback of Delhi’s Power Grid”. In Georgia, le perdite sono scese dal livello superiore al 16% del 2002 a circa l’8% nel 2023; a Singapore, dal 6,6% allo 0,2%. In Giamaica, le perdite sono rimaste per anni nell’intervallo tra il 21% e il 28%. In Argentina, invece, sono aumentate da circa il 12% a quasi il 24% tra il 2015 e il 2023; tra le cause principali figurano gli investimenti insufficienti e i ritardi nell’installazione dei contatori intelligenti.
Perché è importante
Le perdite di energia elettrica si configurano non soltanto come un problema di efficienza delle società di distribuzione, ma anche come una questione infrastrutturale e gestionale che determina quanta parte della produzione disponibile riesca a raggiungere i consumatori. Per questo motivo, per i Paesi che intendono soddisfare la domanda crescente, oltre agli investimenti in nuove centrali diventano determinanti anche la gestione della rete, la misurazione dei consumi, i controlli e la capacità di riscossione. Mentre i cali registrati a Delhi, in Georgia e a Singapore dimostrano che le perdite non sono un esito strutturale inevitabile, gli esempi di Giamaica e Argentina indicano che lo stesso problema può diventare permanente a causa della carenza di investimenti e dei ritardi nell’attuazione. Tuttavia, quale misura sia efficace e in quali condizioni resta una questione aperta, da valutare insieme alla capacità istituzionale e alle normative dei Paesi, soprattutto in contesti di guerra, calamità e governance debole.
Contesto
Delhi non è un nome nuovo nell’archivio di FikirPilot: negli ultimi 90 giorni abbiamo pubblicato una notizia in cui compariva questo nome; quell’articolo è datato 13 settembre 2026.