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Guidare a bassa velocità garantisce sempre un minor consumo di carburante?

Aggiornato: 29/09/2026 · 3 min di lettura · 418 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 1 h 10 min

Guidare a bassa velocità garantisce sempre un minor consumo di carburante?
Il cruscotto illuminato di un’automobile

Sebbene la velocità sia importante per il risparmio di carburante, i consumi non sono determinati soltanto dal tachimetro. All’aumentare della velocità cresce la resistenza aerodinamica; per mantenere una velocità costante, il motore trasmette più potenza alle ruote. Per questo motivo, in autostrada può esserci una differenza nei consumi tra 90 km/h e velocità superiori. Tuttavia, non vale la regola “più lentamente si va, più si risparmia”. A velocità molto basse, una marcia errata, un carico elevato a basso regime o una marcia inutilmente bassa possono aumentare i consumi. Nel traffico con frequenti fermate e ripartenze, anche se la velocità è bassa, le continue accelerazioni, frenate e attese al minimo fanno aumentare il consumo di carburante.

  • Il consumo è influenzato dal regime del motore, dalla marcia, dal modo di accelerare, dal traffico e dalla pendenza della strada.
  • SUV e veicoli commerciali possono risentire maggiormente della resistenza dell’aria a causa della loro ampia superficie frontale.
  • Il box da tetto, il portapacchi e il vento contrario possono aumentare i consumi.
  • Una velocità costante, da sola, non garantisce consumi ridotti.

Nella guida economica, l’obiettivo è guidare il veicolo in modo fluido, con la marcia adeguata e nell’intervallo di regime in cui il motore funziona senza sforzo. In un veicolo con cambio manuale, passare anticipatamente a una marcia superiore può mettere sotto sforzo il motore; il cambio automatico gestisce in larga misura questo equilibrio. Il regime ideale varia a seconda che il motore sia diesel o a benzina, della presenza del turbo, della cilindrata, dei rapporti del cambio e del carico.

Perché è importante

Questo quadro amplia il criterio di valutazione per i conducenti che giudicano il risparmio di carburante guardando soltanto il tachimetro. In particolare, chi guida SUV e veicoli commerciali, così come chi trasporta un portapacchi da tetto, deve tenere conto del fatto che la resistenza aerodinamica e le condizioni di carico possono modificare il risultato anche alla stessa velocità. Il fatto che la bassa velocità media in città non significhi automaticamente consumi ridotti richiede di valutare anche il flusso del traffico e i frequenti comportamenti di accelerazione e frenata. Nei veicoli manuali, la scelta della marcia è direttamente responsabilità del conducente, mentre il cambio automatico gestisce in larga misura questo equilibrio; tuttavia, il fatto che l’intervallo di regime adeguato vari da un veicolo all’altro rende inadeguata qualsiasi raccomandazione relativa a un’unica velocità o marcia economica. La domanda ancora aperta è come determinare, in presenza di uno specifico veicolo, carico e condizioni stradali, l’intervallo in cui il motore funziona senza sforzo.

Fonte: Webtekno