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I vostri agenti AI ora possono controllare i dispositivi Google Home

Aggiornato: 17/09/2026 · 3 min di lettura · 464 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 4 h 55 min

I vostri agenti AI ora possono controllare i dispositivi Google Home
Interno di una moderna casa intelligente

Google ha reso disponibile in accesso anticipato il server Model Context Protocol (MCP) per l’ecosistema Google Home mercoledì 16 settembre 2026. In questo modo, gli agenti di intelligenza artificiale compatibili con MCP, come Claude, Hermes, OpenClaw, ChatGPT e Google Antigravity, potranno gestire in modo sicuro i dispositivi per la casa intelligente e accedere alla cronologia degli eventi, previa autorizzazione dell’utente.

Tramite comandi in linguaggio naturale, gli utenti potranno consultare i riepiloghi delle videocamere, monitorare le attività in casa, controllare i dispositivi connessi e creare pannelli personalizzati per la casa intelligente. Il sistema supporterà i campanelli e i termostati Google Nest, oltre a dispositivi “Works with Google Home” o Matter, come le lampadine.

Per la configurazione sarà necessario creare un progetto Google Cloud e configurare Home MCP. Dopo aver fornito le informazioni di configurazione all’agente prescelto, quest’ultimo stabilirà la connessione e chiederà all’utente di effettuare l’accesso e concedere le autorizzazioni necessarie. Nel Google Home Developer Center sarà inoltre disponibile una guida alla configurazione.

Google supporta già MCP in Google Cloud, nelle piattaforme di dati, negli strumenti per sviluppatori e in Google Workspace. L’integrazione con Google Home si rivolge invece ai consumatori che stanno sperimentando agenti di intelligenza artificiale in grado di occuparsi delle attività quotidiane. L’azienda non ha comunicato quando la funzionalità sarà resa disponibile per altri livelli di abbonamento o in altri mercati. Le opinioni dei primi utenti saranno raccolte tramite la Smart Home for Developers Community.

Perché è importante

Questo passaggio trasferisce la gestione della casa intelligente da applicazioni separate e comandi predefiniti a un livello di connessione comune utilizzabile da diversi agenti di intelligenza artificiale. Per gli utenti, il cambiamento principale consiste nella possibilità di integrare nello stesso flusso di lavoro, tramite il linguaggio naturale, il controllo dei dispositivi e i dati domestici, come le immagini delle videocamere e la cronologia degli eventi; per gli sviluppatori, invece, il progetto Google Cloud e i processi di configurazione e autorizzazione creano un nuovo ambito di integrazione. L’inclusione dei dispositivi Works with Google Home e Matter diversi da Nest fa sì che l’impatto non resti limitato al solo hardware di Google. Il fatto che l’accesso si basi sul consenso dell’utente rende cruciale stabilire quali autorizzazioni vengano concesse a ciascun agente, in particolare per le immagini degli ambienti domestici e i registri delle attività. La mancata comunicazione di un calendario relativo agli altri livelli di abbonamento e mercati lascia per ora aperta la questione di chi potrà accedervi.

Contesto

Google non è un nome nuovo nell’archivio di FikirPilot: negli ultimi 90 giorni abbiamo pubblicato 37 notizie in cui compare questo nome; la più recente è datata 17 settembre 2026.

Termine: agente

Un agente di intelligenza artificiale è un software che, anziché produrre un’unica risposta, richiama strumenti ed esegue attività in più fasi per raggiungere un obiettivo.

Fonte: TechCrunch AI