Circa due anni fa, la presa del potere in Siria da parte dei gruppi guidati da Ahmet eş-Şara, con l’approvazione delle potenze occidentali, pose fine al regime Baas di Hafız Esad, salito al potere con il colpo di Stato del 1970, e avviò la ricerca di un nuovo regime. Tuttavia, restano incerti la base giuridica di questo regime, i diritti e le libertà fondamentali, il suo nome e il modo in cui riuscirà a tenere insieme gruppi di diversa fede ed etnia. Il governo, ancora in fase di istituzionalizzazione, è sostenuto in larga misura dagli Stati Uniti e, in una certa misura, anche dalla Turchia.
Nell’ambito dell’accordo del 25 agosto 2026, Mazlum Abdi ha annunciato a Damasco lo scioglimento delle istituzioni dell’amministrazione autonoma e l’integrazione di SDG nell’esercito siriano. In assenza di una Costituzione, le disposizioni dell’accordo possono essere interpretate in modi diversi e il modo in cui verrà attuato dipenderà dal testo costituzionale. Negli ambienti curdi c’è chi considera l’accordo una sconfitta e una resa, così come c’è chi ritiene che, se le promesse verranno mantenute, esso porterà importanti risultati; l’orientamento generale è prudente.
Si sottolinea che l’accordo potrebbe essere considerato un risultato positivo per i curdi e per la pace nella regione, a condizione che vi siano garanzie costituzionali. Durante il periodo di Esad, l’identità curda veniva negata, la lingua e la cultura non venivano sostenute e circa il 20% dei curdi veniva privato della cittadinanza.
Perché è importante
Il punto centrale dello sviluppo è che il nuovo ordine che si cerca di instaurare in Siria sarà definito non soltanto dal cambio di potere, ma anche dal quadro giuridico e dalle garanzie dei diritti. In assenza di una base costituzionale, la portata dell’intesa resterà aperta a interpretazioni diverse; ciò creerà incertezza soprattutto per quanto riguarda lo status dei curdi, i diritti linguistici e culturali e le condizioni di convivenza tra diversi gruppi religiosi ed etnici. Il modo in cui il governo di Damasco tradurrà in un testo le garanzie fornite e le attuerà sarà il principale elemento per determinare se l’accordo sarà considerato una perdita o un risultato positivo per i curdi. Per questo motivo, la questione ancora irrisolta riguarda non tanto il nome della nuova amministrazione, quanto i meccanismi costituzionali attraverso i quali saranno tutelati i diritti e il modo in cui sarà portata avanti l’integrazione delle istituzioni.
Contesto
La Siria non è un nome nuovo nell’archivio di FikirPilot: negli ultimi 90 giorni abbiamo pubblicato 4 articoli in cui compare questo nome; il più recente è datato 29 agosto 2026.