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Quasi impossibile? Come Fairphone ha sviluppato il Fairphone Gen 6+ etico e riparabile

Aggiornato: 05/09/2026 · 4 min di lettura · 609 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 6 h 52 min

Quasi impossibile? Come Fairphone ha sviluppato il Fairphone Gen 6+ etico e riparabile
Smartphone modulare smontato nelle sue componenti

Il modello Gen 6+ di Fairphone, venduto a $650, è stato progettato come uno smartphone modulare incentrato sull’uso prolungato e sulla facilità di riparazione. L’obiettivo dell’azienda è consentire agli utenti di “possedere pienamente” i propri dispositivi e fare in modo che ogni Fairphone venga utilizzato per almeno cinque anni. Questo approccio pone inoltre l’accento sull’evitare i minerali provenienti da zone di conflitto, sull’uso di materiali riciclati e sul pagamento di un salario dignitoso ai lavoratori.

La cover posteriore del telefono si apre dopo aver rimosso le viti Torx T5 esterne. Con lo stesso cacciavite, l’utente può sostituire 12 componenti, tra cui la batteria, i moduli della fotocamera, la porta USB-C e il display. La struttura modulare rende il telefono più spesso di uno o due millimetri rispetto ai concorrenti incollati. Fairphone consiglia di sostituire la batteria dopo circa tre anni; l’obiettivo non è una sostituzione rapida, bensì prolungare la durata complessiva del dispositivo.

Sebbene il Gen 6+ sia composto per lo più di plastica, mantiene la propria robustezza grazie al telaio metallico interno. L’azienda applica test specifici per garantire che le operazioni di smontaggio e rimontaggio non ne riducano la resistenza. Secondo quanto riferito, un utente è riuscito a smontare completamente il dispositivo e a rimontarlo perfettamente funzionante in circa 20 minuti. Il display OLED da 6,31 pollici e 1116 x 2484 può essere sostituito; la sua luminosità massima è di 1.300 nit. D’altra parte, il dispositivo ha una certificazione IP55, che offre soltanto protezione dagli schizzi, invece dell’impermeabilità IP6X.

Fairphone mantiene lo slot per la scheda microSD e la SIM fisica, ma non include un jack per cuffie. L’azienda afferma che questa scelta è legata ai requisiti di spazio, costi e riparabilità. Gen 6+ arriva inoltre con 12 gigabyte di RAM, un chip Snapdragon aggiornato e Android 16. Sebbene le funzionalità di intelligenza artificiale proprietarie di Fairphone non siano ancora disponibili, l’azienda adotta un approccio più misurato, tenendo conto dell’utilizzo dei dati e della privacy.

Il dispositivo sarà supportato con aggiornamenti software e parti di ricambio fino al 2033. Fairphone 3 ha raggiunto la fine del suo ciclo di vita dopo essere stato lanciato nel 2019. Secondo l’azienda, il supporto dei fornitori stabilisce un limite pratico di sette o otto anni per gli smartphone.

Le fotocamere utilizzano un sensore principale Sony 700C da 50 MP, un sensore ultra-grandangolare OmniVision OV13B10 da 13 MP e una fotocamera anteriore da 32 MP. Sebbene la qualità delle immagini sia sufficiente, le velocità di scatto e di messa a fuoco automatica possono risultare deboli. Gen 6+ è disponibile tramite Fairphone e Amazon; in versione sbloccata funziona con le reti AT&T e T-Mobile.

Perché è importante

Questo modello dimostra che, nella scelta di uno smartphone, non sono soltanto le caratteristiche del processore, della fotocamera e dello schermo a poter costituire un criterio, ma anche il modo in cui il dispositivo verrà mantenuto durante il suo ciclo di vita. In particolare, per gli utenti che non vogliono cambiare spesso telefono e desiderano sostituire i componenti in caso di guasto senza dipendere dall’assistenza del produttore, la struttura modulare sarà valutata insieme a compromessi come il corpo più spesso e una protezione più limitata dagli schizzi. La promessa di aggiornamenti e parti di ricambio fino al 2033 mira a mantenere il supporto software e la riparazione fisica nello stesso periodo; tuttavia, l’informazione secondo cui il supporto dei fornitori stabilisce un limite pratico di sette o otto anni per gli smartphone lascia aperto un interrogativo sulla fattibilità di questo impegno. Inoltre, il fatto che il dispositivo rappresenti un’alternativa ai design incollati collega direttamente le discussioni sul diritto alla riparazione e sui rifiuti elettronici alle preferenze dell’utente finale.

Fonte: Ars Technica