Le stampanti 3D tradizionali non riescono a lavorare molti materiali liquidi a causa del loro punto di fusione e della loro fluidità. [Riley] di Riley’s Lab ha sviluppato una stampante che, per superare questo problema, immerge la stampa in un gel di supporto con proprietà di assottigliamento al taglio, in grado di mantenere i liquidi in posizione e di lasciarli scorrere quando si muove l’ago. Ha stampato silicone e resina epossidica utilizzando soprattutto una pompa a siringa 3D stampata; durante le prove ha prodotto anche un modello di tardigrado in formaggio cremoso.
Nel primo test, il Benchy stampato con Sylgard 184 si è disgregato quando è stato estratto dal bagno a causa della debole adesione tra gli strati. Il secondo tentativo, realizzato con una resina epossidica bicomponente, ha avuto invece più successo nonostante la formazione di filamenti; la stampa ha mantenuto la propria integrità dopo la pulizia del bagno di supporto con alcol isopropilico e sembrava anche resistente agli urti.
Perché è importante
Questo approccio dimostra che nella produzione con materiali liquidi non è determinante soltanto la possibilità di stampare il materiale, ma anche la capacità di conservarne la forma durante la stampa. In questo modo, il bagno di supporto offre un sistema di produzione alternativo per materiali come silicone e resina epossidica, che le stampanti 3D tradizionali non riescono a lavorare; tuttavia, i risultati mostrano che il metodo può comportarsi in modo diverso a seconda del materiale. L’argomento è direttamente rilevante per i maker che sviluppano i propri sistemi di stampa e per chi studia l’uso di materiali liquidi nella produzione stratificata. Resta da chiarire in quale misura, dopo la pulizia del materiale di supporto al termine della stampa, la qualità della superficie, l’integrità della forma e la resistenza agli urti possano essere preservate in progetti diversi.