Vai al contenuto
Italiano
Contenuto FikirPilot

Una nuova scoperta sulla devozione nell’antica Roma fa luce sul suo «spazio più intimo»

Aggiornato: 12/09/2026 · 2 min di lettura · 310 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 32 min

Una nuova scoperta sulla devozione nell’antica Roma fa luce sul suo «spazio più intimo»
Resti di marmo antico

Gli archeologi hanno scoperto una lastra di marmo incisa, rinvenuta nel luogo della sua prima sepoltura vicino all’anfiteatro, nella Villa dell’Imperatore Adriano, nella città italiana di Tivoli. La lastra reca la scritta “FVLGVR SVBMANIVM”, che richiama Summano, il dio dell’antica Roma dei fulmini notturni, e indica che il fulmine era caduto di notte.

I ricercatori collegano la sepoltura della lastra alla consacrazione rituale delle aree colpite dai fulmini e all’intervento divino del fulmine. In epoca romana, questi luoghi erano considerati sacri e gli oggetti colpiti dai fulmini venivano raccolti e sepolti sottoterra. I fulmini diurni erano attribuiti a Giove, mentre quelli notturni a Summano.

Il direttore degli scavi Fabio Giorgio Cavallero ha definito una scoperta straordinaria il fatto che l’iscrizione sia stata conservata nella sua posizione originaria; ha affermato che il ritrovamento potrebbe far luce sulla riorganizzazione degli spazi della Villa Adriana e sulla trasformazione dell’area monumentale. Alberto Samonà ha invece dichiarato che il ritrovamento getta luce sui rituali intimi della religiosità romana. Il ministro della Cultura italiano Alessandro Giuli ha definito la scoperta una rara testimonianza dei rituali romani.

Perché è importante

Il ritrovamento è importante perché dimostra che la religione romana non consisteva soltanto in cerimonie pubbliche e che fenomeni naturali come i fulmini potevano consacrare determinati luoghi attraverso rituali. L’associazione dei fulmini notturni e diurni a divinità diverse offre una testimonianza originale ai ricercatori che studiano le distinzioni presenti nella concezione religiosa dell’epoca e le tracce materiali di queste credenze. Il fatto che la lastra sia stata conservata nel luogo in cui è stata rinvenuta consente di valutare l’iscrizione non isolatamente, ma insieme alle modalità d’uso e all’organizzazione spaziale della Villa Adriana. Per questo motivo, la scoperta riporta al centro dell’attenzione le questioni relative al modo in cui l’area monumentale sia stata riorganizzata nel tempo e agli spazi della villa con cui fossero collegate le pratiche rituali.

Fonte: Independent Türkçe