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Gli Stati Uniti applicheranno il “modello iracheno” nella guerra economica contro l’Iran?

Aggiornato: 26/08/2026 · 2 min di lettura · 359 parole

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Gli Stati Uniti applicheranno il “modello iracheno” nella guerra economica contro l’Iran?
Porta di una cassaforte bancaria in acciaio

Secondo un’analisi di Reuters, gli Stati Uniti potrebbero adottare misure simili al meccanismo di pressione utilizzato in Iraq per escludere dal sistema finanziario basato sul dollaro i Paesi che commerciano con l’Iran. Questa politica potrebbe trasformare in obiettivi Turchia, Cina, Emirati Arabi Uniti, India, Pakistan e Oman. Tuttavia, la Casa Bianca non ha ancora reso noto il nome di alcun Paese né adottato misure concrete.

Dal 2003, gli Stati Uniti dispongono di un efficace meccanismo di controllo sui ricavi petroliferi dell’Iraq. Mentre le riserve irachene, pari a oltre 100 miliardi di dollari, sono custodite negli Stati Uniti, Washington ha interrotto ad aprile una spedizione di contanti da 500 milioni di dollari destinata al Paese. Nonostante ciò, il volume degli scambi commerciali tra Iraq e Iran ha superato i 10 miliardi di dollari nel 2025.

L’Iraq paga ogni anno da 4 a 5 miliardi di dollari per il gas naturale iraniano utilizzato nella produzione di elettricità. Funzionari iracheni affermano che le nuove misure statunitensi potrebbero mettere a rischio questi pagamenti. Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha invece dichiarato che i Paesi che non rispettano le sanzioni saranno isolati come l’Iran.

Perché è importante

Un simile approccio trasformerebbe il commercio con l’Iran da una questione riguardante esclusivamente le relazioni bilaterali in un problema di accesso al sistema finanziario incentrato sul dollaro. Per i Paesi menzionati, inclusa la Türkiye, la questione è come trovare un equilibrio tra il mantenimento degli scambi commerciali con l’Iran e il rischio di essere esposti alla pressione finanziaria degli Stati Uniti. Il fatto che le riserve dell’Iraq siano detenute negli Stati Uniti e che il Paese dipenda dal gas naturale iraniano per la produzione di elettricità dimostra che questa pressione potrebbe incidere contemporaneamente sulle finanze pubbliche e sull’approvvigionamento energetico. D’altra parte, il fatto che l’elevato volume degli scambi commerciali prosegua nonostante i controlli esistenti dimostra che gli strumenti sanzionatori non hanno reciso completamente i legami commerciali. Il fatto che la Casa Bianca non abbia ancora annunciato né i nomi dei Paesi né misure concrete lascia invece irrisolte la portata e la tempistica dell’applicazione, nonché le modalità con cui verranno selezionati i Paesi obiettivo.

Fonte: Independent Türkçe · A cura del redattore Altay Tuna Emir.