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Şara ha affermato che nel prossimo futuro non ci sarà più bisogno di basi militari straniere

Aggiornato: 23/09/2026 · 2 min di lettura · 335 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 6 h 37 min

Şara ha affermato che nel prossimo futuro non ci sarà più bisogno di basi militari straniere
Torre di osservazione su una collina nel deserto

Il presidente siriano Ahmed eş-Şara ha parlato del futuro del suo Paese, delle relazioni regionali e della presenza militare straniera durante l’incontro dell’Atlantic Council tenutosi a New York nell’ambito della 81ª Assemblea generale dell’ONU. Ha affermato che la presenza militare della Turchia nel nord-ovest della Siria si è ridotta e che proseguono i lavori sullo status giuridico degli elementi rimasti. Ha dichiarato che la Siria «non avrà bisogno di basi militari straniere nel prossimo futuro».

Şara ha detto a Donald Trump, che riconosce la sovranità israeliana sulle alture del Golan, considerate territorio siriano dall’ONU: «Perché non date il New Jersey agli israeliani? Non avete delle alture del Golan da dare loro, ma il New Jersey è vostro». Ha spiegato che i colloqui con Israele proseguono da circa un anno e che Damasco chiede a Israele di ritirarsi sulle linee del 1974.

Şara ha dichiarato di considerare legittimi i diritti culturali e linguistici dei curdi e ha affermato che è stato preparato un meccanismo per l’istruzione in curdo nell’ambito del decreto n. 13. Ha sottolineato che l’integrazione della SDG riguarda un determinato gruppo armato, non la comunità curda.

Perché è importante

Le dichiarazioni di Şara mostrano che Damasco sta cercando di ridefinire l’assetto di sicurezza attraverso la presenza di forze straniere, la questione del confine con Israele e il futuro delle strutture armate presenti nel Paese. Per la Turchia, la questione cruciale non è tanto la riduzione della presenza militare sul campo, quanto il quadro giuridico in cui mantenere gli elementi rimasti e il modo in cui ciò si rifletterà sulle relazioni bilaterali. I contatti con Israele mostrano invece che, oltre alla disputa sulle alture del Golan, non sono ancora stati risolti né il corrispettivo sul terreno delle linee del 1974 né la posizione delle parti sul ritiro. Nel dossier curdo, il riconoscimento dei diritti culturali e l’integrazione della SDG sono trattati come questioni separate, lasciando aperte le domande su come sarà attuata la riforma dell’istruzione e su come sarà definito il futuro della struttura armata.

Fonte: Independent Türkçe