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La confessione sull’eutanasia della star di Rocky 4

Aggiornato: 24/09/2026 · 2 min di lettura · 362 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 11 h 25 min

La confessione sull’eutanasia della star di Rocky 4
Finestra di una stanza d’ospedale illuminata dal sole

Dolph Lundgren ha rivelato di aver pensato di porre fine alla propria vita durante il periodo più duro delle cure contro il cancro e di aver chiesto aiuto al fratello Johan in merito. La star di Rocky 4, 68 anni, ha scritto nel suo nuovo libro di memorie *Fights Worth Fighting: Finding Strength in Struggle* di aver preso in considerazione Paesi come la Svizzera, che offrono legalmente ai malati terminali la possibilità di suicidarsi.

A Lundgren era stato diagnosticato un cancro ai reni nel 2015 e nel 2020 gli era stato detto che i tumori si erano diffusi. La specialista in oncologia Dr. Alexandra Drakaki ha riesaminato i campioni all’inizio del 2022, stabilendo che la diagnosi era errata e che la malattia era in realtà un cancro ai polmoni. L’attore ha raccontato di essere caduto in depressione durante questo periodo e di aver quasi perso la speranza.

Lundgren ha annunciato nel 2024 di aver sconfitto il cancro. In un video girato in un ospedale di Los Angeles, ha dichiarato che si sarebbe sottoposto a un’ablazione polmonare per eliminare l’ultimo tumore. Secondo la Mayo Clinic, si tratta di una procedura mini-invasiva che distrugge il tessuto tumorale mediante il riscaldamento o il raffreddamento. Ringraziando per i messaggi di sostegno, l’attore ha detto: «Ci vorrà qualcosa in più per abbattermi».

Perché è importante

La vicenda di Lundgren mostra che l’accuratezza della diagnosi nel trattamento del cancro non è soltanto un dettaglio medico, ma può influire direttamente sul percorso da seguire e sullo stato psicologico del paziente. La rivalutazione come tumore ai polmoni della malattia inizialmente ritenuta un tumore ai reni richiama l’attenzione sulle conseguenze del riesame, quando necessario, delle informazioni e dei campioni precedenti. Il racconto dei pensieri suicidi dimostra invece che, nei periodi segnati da gravi malattie, il sostegno psicologico non può essere considerato separatamente dalle decisioni terapeutiche. Il fatto che abbia preso in considerazione le norme di legge di Paesi come la Svizzera rende inoltre visibile il dibattito tra malattia terminale, diritto della persona di decidere e limiti del sistema sanitario. Resta tuttavia da chiarire in che misura la diagnosi errata abbia modificato il trattamento e quale sostegno venga offerto in casi analoghi.

Fonte: Independent Türkçe