La 17ª Conferenza delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione, COP17, si è svolta dal 17 al 28 agosto 2026 nella città mongola di Ulan Bator, con il tema “Migliora il suolo, fai crescere la speranza”. All’apertura sono state affrontate questioni come le tempeste di polvere, la pressione migratoria, la desertificazione e la siccità, sottolineando la mancanza di volontà politica e di finanziamenti per trovare una soluzione. Gli attivisti hanno evidenziato la necessità di riabilitare non il suolo, ma i comportamenti dell’umanità.
L’ex presidente del Costa Rica Carlos Alvarado Quesada, il cui intervento ha suscitato particolare attenzione, ha affermato che l’essere umano è parte del suolo, sostenendo che l’attuale modello economico ha fallito. Quesada ha dichiarato che i mercati e le istituzioni finanziarie internazionali non si stanno muovendo abbastanza rapidamente, e che i politici devono creare bilanci e mantenere le loro promesse, oltre a istituire nuove strutture capaci di rispondere alle crisi. A suo avviso, l’umanità deve smettere di dominare il suolo e fare pace con esso.
Alla COP17, i partecipanti provenienti da più di 190 Paesi hanno sviluppato soluzioni in materia di politiche, finanziamenti e attuazione. Al programma hanno fatto da contorno anche un festival dei pastori, sfilate di moda locali e soluzioni tecnologiche. La vita variopinta costruita dai mongoli nonostante le difficili condizioni, insieme alla loro gentilezza e disciplina, è emersa nelle impressioni sulla conferenza.
Perché è importante
Il fatto che al centro della conferenza siano state poste le tempeste di polvere, la pressione migratoria, la desertificazione e la siccità dimostra che la perdita di suolo viene affrontata come una questione con conseguenze non solo ambientali, ma anche sociali. Il fatto che le discussioni si siano concentrate sulla mancanza di volontà politica e di finanziamenti pone in primo piano la questione se le proposte di soluzione si tradurranno in misure concrete e nella mobilitazione di risorse. Le critiche rivolte all’attuale modello economico e alle istituzioni finanziarie internazionali indicano che la responsabilità non viene lasciata soltanto alle comunità locali. Tuttavia, resta da chiarire come saranno attuate le soluzioni in materia di politiche e finanziamenti che, secondo quanto riferito, sono state sviluppate durante l’incontro, quali istituzioni si assumeranno la responsabilità e in quale misura, e come gli impegni saranno sostenuti dai bilanci.