Nell’ambito dell’indagine sul fondo, si sostiene che l’ex ministra della Famiglia e delle Politiche sociali Fatma Betül Sayan Kaya, il cui nome è emerso in relazione alle operazioni sulle azioni di Özata Denizcilik, e suo marito İlyas Kaya abbiano restituito circa 2,2 miliardi di lire sul conto bancario indicato dal Ministero del Tesoro e delle Finanze.
Secondo le accuse riportate dall’opinione pubblica, la coppia avrebbe investito complessivamente 163 milioni 46 mila lire nelle azioni e avrebbe ottenuto circa 2 miliardi 170 milioni di lire di ricavi dalle vendite. Queste cifre non sono state rese note dalle autorità ufficiali come registrazioni di operazioni definitivamente accertate.
Il vicepresidente del gruppo parlamentare del Partito YENİ, Murat Emir, ha sostenuto che la restituzione non significa innocenza e ha chiesto perché i coniugi Kaya non figurino nell’elenco delle denunce penali relative a OZATD della SPK (l’autorità di regolamentazione dei mercati dei capitali della Turchia) e perché non siano state raccolte le loro dichiarazioni. Emir ha affermato che, ai sensi dell’articolo 107/3 della SPK, dovrebbe essere versato il doppio del beneficio ottenuto e ha precisato che il pagamento non fermerà l’indagine sull’abuso di informazioni prevista dall’articolo 106 della SPK. Emir ha inoltre chiesto che siano esaminati l’origine del denaro, gli acquirenti delle azioni e i contatti telefonici.
Perché è importante
Invece di ridurre il dibattito finanziario nell’opinione pubblica, la restituzione porta in primo piano la questione di cosa essa comporti in termini di responsabilità giuridica. Il fatto che sia stato effettuato un pagamento, infatti, non significa che le accuse siano state confermate o che l’indagine sia terminata; inoltre, il mancato accertamento definitivo degli importi delle operazioni da parte delle autorità ufficiali richiede che le valutazioni siano formulate con cautela. Un altro aspetto del dibattito riguarda la necessità di chiarire chi sia stato coinvolto nel procedimento e per quali motivi, con riferimento alla relativa denuncia penale della SPK e all’indagine sull’abuso di informazioni. L’origine del denaro, le controparti negli acquisti e nelle vendite delle azioni e il fatto che siano state o meno esaminate le comunicazioni tra le parti rientrano tra i principali punti ancora aperti che determineranno se la vicenda resterà soltanto una questione di restituzione.