Destro è uscita dalla modalità stealth, dichiarando di aver sviluppato un livello di intelligenza artificiale che gestisce le operazioni logistiche al posto dei robot, e ha raccolto un investimento seed di $8 milioni. Il fondatore dell’azienda, Manthan Pawar, vanta circa otto anni di esperienza nella catena di approvvigionamento e nella robotica negli Stati Uniti; prevede che Destro raggiungerà un flusso di cassa positivo entro la fine dell’anno.
L’azienda si è concentrata sul processo di cross-docking in uno dei circa 30 stabilimenti di Yusen Logistics negli Stati Uniti, la società di trasporti giapponese, occupandosi di indirizzare verso veicoli diversi i prodotti scaricati dai camion. Richard Brunelle, direttore dell’automazione di Yusen, ha chiesto a Destro di adattare a questa operazione il sistema sviluppato inizialmente per i processi di picking and pack. Destro ha modificato la propria soluzione in base a questo caso d’uso.
Il primo progetto pilota è stato realizzato in uno stabilimento di Yusen nel Pacific Northwest. Tre robot prodotti da Miva Robotics hanno operato con il sistema operativo Vision di Destro, basato su modelli vision-language-action open-weight. Mentre i dipendenti umani collocavano i prodotti su carrelli diversi, i robot individuavano i carrelli pieni e li trasportavano verso le rispettive destinazioni. È stato riferito che, grazie al sistema operativo Mothership, che gestisce persone, carrelli e camion, l’operazione è diventata più sistematica e meno intensiva in termini di manodopera.
Yusen aveva avuto colloqui anche con due grandi aziende di robotica attive in un settore simile, ma le soluzioni di queste aziende non erano riuscite ad adattarsi al flusso di lavoro esistente. Una di esse era in grado di trasportare i carrelli solo da un punto all’altro, mentre l’altra, pur offrendo la gestione della flotta, richiedeva un dipendente per l’intero coordinamento. Destro è stata scelta perché era in grado di gestire autonomamente l’intero processo.
Destro sta ampliando il primo progetto pilota fino alla piena operatività con 26 robot e sta avviando un nuovo progetto pilota con 17 robot presso lo stabilimento di Yusen nella Southern California. Pawar punta a estendere questo flusso di lavoro a migliaia di magazzini in cui vengono gestite operazioni simili. Il round di investimento è stato guidato da Base10 Partners e Bonfire Ventures; ha investito anche CoFound Partners.
Si afferma che l’azienda potrebbe incontrare difficoltà nei processi che richiedono maggiori competenze e manipolazione fisica. Mentre si sottolinea che i corpi robotici di uso generale e i modelli open source non sono ancora sufficienti per questi compiti, Pawar sostiene che il vero valore risieda nel livello software sviluppato da Destro attorno a robot e modelli. Brunelle di Yusen ha invece dichiarato di non aver ancora trovato un ambito di utilizzo adatto per i robot umanoidi, ma di stare valutando un possibile progetto pilota con un robot umanoide dotato di ruote. Destro sarà presentata al TechCrunch Disrupt, in programma a San Francisco dal 13 al 15 ottobre.
Perché è importante
L’approccio di Destro mette in evidenza, nell’automazione dei magazzini, il ruolo del software che coordina persone, veicoli e macchinari all’interno dello stesso flusso di lavoro, invece di limitarsi ad aumentare il numero di robot. Per le aziende logistiche che vogliono introdurre l’automazione senza modificare completamente le operazioni esistenti, ciò rappresenta un modello alternativo ai sistemi progettati per svolgere un’unica mansione o che richiedono una supervisione umana continua. Tuttavia, il valore di questo modello dipende dalla misura in cui può essere trasferito a mansioni che richiedono maggiori capacità fisiche rispetto ai processi incentrati soprattutto sull’instradamento e sul trasporto; in questo ambito, i limiti dei modelli open-weight e dei corpi robotici di uso generale sono determinanti. L’estensione delle applicazioni a impianti diversi mostrerà se sarà possibile mantenere lo stesso livello di coordinamento in contesti caratterizzati da layout e flussi di lavoro differenti, mentre il fatto che non sia ancora stato definito con chiarezza un ambito di utilizzo adatto per i robot umanoidi lascia aperta una questione sul futuro dell’automazione.