Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha tenuto il quinto sondaggio informale per determinare il successore del Segretario Generale Antonio Guterres, il cui mandato scadrà il 31 dicembre. Nella sessione a porte chiuse, i 15 membri hanno valutato 7 candidati. La costaricana Rebeca Grynspan è in testa alla corsa.
Secondo fonti diplomatiche, i risultati sono i seguenti:
- Rebeca Grynspan: 9 “a favore”, 6 “contro”
- Rafael Grossi: 6 “a favore”, 7 “contro”, 2 “astenuti”
- Carolyn Rodrigues Birkett: 5 “a favore”, 9 “contro”, 1 “astenuto”
- Macky Sall: 5 “a favore”, 10 “contro”
- Olara Otunnu: 3 “a favore”, 12 “contro”
- Maria Fernanda Espinosa: 3 “a favore”, 9 “contro”, 3 “astenuti”
- Ivonne Baki: 0 “a favore”, 14 “contro”, 1 “astenuto”
La presidente di turno del BMGK Aglaia Balta ha annunciato che i candidati saranno informati dei risultati tramite i rappresentanti dei Paesi che li hanno presentati e che sarà informato anche il presidente dell’Assemblea Generale dell’ONU.
Nei primi turni tutti i membri utilizzano la stessa scheda, quindi i voti hanno lo stesso peso; tuttavia, nei turni successivi si passa a un sistema a codice cromatico in cui ai membri permanenti vengono distribuite schede “rosse” e ai membri eletti schede “bianche”. Le fonti indicano che il sesto turno del 16 ottobre potrebbe essere a codice cromatico.
Il candidato deve ottenere almeno 9 “sì” ed evitare il veto di Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito e Francia. Il successore del portoghese Guterres, in carica dal 2016 per due mandati, dovrebbe essere determinato al più tardi entro dicembre e, dopo l’approvazione dell’Assemblea Generale, dovrebbe entrare in carica il 1° gennaio 2027 per un mandato di cinque anni.
Perché è importante
I 9 voti favorevoli di Rebeca Grynspan, che appare in testa, corrispondono esattamente alla soglia minima richiesta per l’elezione; tuttavia, poiché in questa fase tutti i voti vengono conteggiati con lo stesso peso, non si sa se il sostegno comprenda i cinque membri permanenti con diritto di veto, ed è proprio questo che determinerà l’esito. Qualora il sesto turno del 16 ottobre passi al sistema a codice cromatico, i voti dei membri permanenti si distingueranno, e a quel punto si vedrà se la leadership di Grynspan poggi su una maggioranza reale o su una distribuzione temporanea. Poiché il voto è segreto e non è stato reso noto chi sostiene chi, resta una domanda aperta anche verso chi confluiranno i voti degli altri sei candidati man mano che la corsa si restringe. Dato che il processo dovrebbe concludersi entro dicembre e il nuovo segretario generale dovrebbe entrare in carica il 1° gennaio 2027 per un mandato di cinque anni, nelle prossime settimane saranno le decisioni di ritiro dei candidati e l’atteggiamento dei membri permanenti a plasmare il risultato. Per questo motivo il quadro attuale, più che un risultato, è un segnale dell’asse lungo il quale si svolgeranno le trattative.