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Farmaco contro l’Alzheimer sarà testato su persone senza sintomi

Aggiornato: 06/09/2026 · 2 min di lettura · 339 parole

Pubblicato: · Notizia ricevuta: · Tempo di elaborazione: 7 min

Farmaco contro l’Alzheimer sarà testato su persone senza sintomi
Moderno laboratorio di ricerca medica

Il National Health Service del Regno Unito (NHS) studierà, nell’ambito dello studio PrevenTron, unico nel suo genere in Europa, se la malattia possa essere ritardata o prevenuta somministrando Trontinemab a persone ad alto rischio di Alzheimer ma prive di sintomi. Allo studio, in cui Surrey and Borders Partnership NHS Foundation Trust sarà la prima istituzione partecipante in Europa, prenderanno parte 1600 adulti sani di età compresa tra 55 e 80 anni. I volontari in Inghilterra saranno sottoposti a test per individuare segni di perdita di memoria e il biomarcatore p-tau217, in grado di predire l’Alzheimer. Il farmaco, sviluppato dalla svizzera Roche, viene somministrato per via endovenosa e agisce sulle placche amiloidi nel cervello. I risultati precedenti hanno mostrato che Trontinemab è in grado di eliminare l’amiloide. Il principale ricercatore, il professor Ramin Nilforooshan, ha dichiarato che il farmaco è sperimentale e che i suoi effetti non sono ancora noti. L’Alzheimer è la causa più comune di demenza nel BK; secondo NHS, colpisce una persona su 14 di età superiore ai 65 anni e una persona su sei di età superiore agli 80 anni. Si stima che nel BK circa 982 mila persone siano affette da demenza.

Perché è importante

Lo studio metterà alla prova un approccio diverso nella ricerca sull’Alzheimer, concentrandosi su persone che sembrano sane ma il cui rischio è stato identificato attraverso biomarcatori, invece di intervenire dopo la comparsa dei sintomi. In questo senso, i risultati potrebbero fornire dati sulla possibilità di utilizzare indicatori come p-tau217 negli studi clinici e per identificare le persone ad alto rischio. La portata dello studio riguarda, a causa della diffusione dell’Alzheimer nella società, non solo i pazienti, ma anche le loro famiglie e i servizi sanitari; tuttavia, non è ancora noto se il farmaco possa effettivamente ritardare o prevenire la malattia. Inoltre, tra le questioni ancora aperte della ricerca vi sono se l’eliminazione delle placche amiloidi sia sufficiente a modificare il declino cognitivo prima dell’insorgenza dei sintomi e quale sia l’effetto del trattamento sperimentale somministrato per via endovenosa in questo gruppo.

Fonte: Independent Türkçe