La “strategia del gasolio” degli Stati Uniti riporterà la Russia al tavolo dei negoziati? È la domanda sollevata da un’analisi di Reuters. Secondo l’analisi di Reuters, l’amministrazione Trump punta, attraverso l’accordo di fornitura di gasolio concluso con la Russia, ad ammorbidire la posizione di Mosca nei colloqui di pace sull’Ucraina. Nell’ambito dell’accordo annunciato da Trump, la Russia fornirà agli Stati Uniti e ai mercati globali oltre 2,25 milioni di barili di gasolio. La Casa Bianca sostiene che ciò farà scendere i prezzi dell’energia, ma sono arrivate critiche da entrambi i partiti.
Secondo fonti i cui nomi sono tenuti riservati, i funzionari statunitensi hanno riferito alla delegazione ucraina, in una riunione tenutasi il 9 ottobre a Miami con la partecipazione anche di rappresentanti europei, che Putin non è pronto per i negoziati. È stato discusso anche l’accordo sul gasolio. I funzionari hanno detto che l’accordo sul gasolio potrebbe rilanciare i colloqui trilaterali. Nel corso della riunione Jared Kushner ha chiesto a Kiev di interrompere gli attacchi alle raffinerie russe, e le fonti sostengono che sarebbe stata avanzata anche una minaccia implicita di interrompere la condivisione di intelligence.
L’11 ottobre Trump ha annunciato un cessate il fuoco energetico, che però Mosca e Kiev non hanno confermato. Il portavoce del Cremlino Peskov ha respinto la proposta di Zelenski di un cessate il fuoco di 60 giorni. Una fonte vicina al Cremlino sostiene che Putin tornerà al tavolo solo dopo aver conquistato il restante 11% del Donbass, mentre Kiev non è disposta a concessioni territoriali. Zelenski ha affermato che gli attacchi continuano.
Perché è importante
Questo sviluppo mostra che il commercio energetico viene utilizzato direttamente come leva nella diplomazia di guerra; l’accordo sul diesel come incentivo e la possibilità di interrompere la condivisione di intelligence come strumento di pressione siedono allo stesso tavolo. Per Kiev il risultato è duplice: mentre gli attacchi alle raffinerie russe sono uno degli strumenti di pressione a sua disposizione, la richiesta di fermarli e l’affermazione che la condivisione di intelligence potrebbe essere interrotta possono indebolire il potere negoziale dell’Ucraina. La reazione proveniente da entrambi i partiti negli Stati Uniti mostra che l’accordo comporta un costo anche nella politica interna. La questione davvero aperta è se gli incentivi economici cambieranno o meno la condizione di Putin relativa al restante 11% del Donbass; anche il cessate il fuoco energetico, non confermato dalle parti, mette in luce la distanza tra gli annunci e l’applicazione sul campo. Per il lettore, il quadro indica che è stata costruita un’unica catena negoziale che va dai prezzi del carburante alla linea del fronte.
Contesto
Gli Stati Uniti non sono un nome nuovo nell’archivio di FikirPilot: negli ultimi 90 giorni abbiamo pubblicato 45 notizie in cui compare questo nome; la più recente è datata 10 ottobre 2026.