Le dichiarazioni del municipio di Denis
Nelle proteste liceali iniziate il 17 settembre in Francia con la richiesta di migliorare le condizioni dell’istruzione, è emerso in primo piano il sindaco di Seine-Saint-Denis, Bally Bagayoko. Il politico di 53 anni, esponente della LFI di sinistra radicale, si è piantato a braccia aperte davanti alla polizia che voleva intervenire contro gli studenti; le immagini in cui gridava «Fermatevi! Indietreggiate!» si sono diffuse sui social media.
Il calendario della LFI
Hanno suscitato polemiche anche le parole pronunciate da Bagayoko durante l’azione al Lycée Paul-Eluard, secondo cui in determinate circostanze la violenza può essere legittima. Secondo il Wall Street Journal, ha chiesto l’apertura di un’indagine sulla polizia di Parigi; il governo Lecornu accusa Bagayoko e la LFI di spingere i giovani alla violenza. Mélenchon, fondatore della LFI e candidato alle presidenziali del 2027, ha invece affermato di sostenere una lotta senza violenza, sostenendo che il vero problema è la violenza della polizia.
Le dichiarazioni del Ministero dell’Interno
Giovedì, secondo il Ministero dell’Interno, circa 71 mila 500 persone sono scese in strada; il numero totale dei fermati è di almeno 7 mila. Dopo che il 5 ottobre uno studente di 15 anni ha perso una mano a causa di una bomba stordente, il ministro Laurent Nuñez ha vietato la bomba. Bagayoko ha chiesto a Macron di scusarsi con le famiglie degli studenti feriti; anche Ségolène Royal ha criticato la violenza della polizia affermando: «Quando l’empatia scompare, arriva la barbarie».