L’accordo di cooperazione nucleare civile firmato a luglio tra Washington e Riyad è stato inviato al Congresso il 24 agosto. La partnership da miliardi di dollari, che prevede il trasferimento di tecnologia nucleare americana all’Arabia Saudita e potrebbe durare circa 30 anni, è stata subordinata alla condizione che Riyad aderisca agli Accordi di Abramo e normalizzi i rapporti con Israele. In questo modo, il programma nucleare, la relazione di sicurezza con gli Stati Uniti e la normalizzazione con Israele sono diventati parti della stessa trattativa.
L’Arabia Saudita vuole soddisfare il crescente fabbisogno energetico, ridurre l’uso di petrolio e gas naturale nella produzione di elettricità e sostenere il proprio programma di trasformazione economica. Gli Stati Uniti, invece, puntano a non lasciare questo grande mercato a Cina, Russia, Francia o Corea del Sud e a creare opportunità per aziende americane come Westinghouse.
La principale controversia nell’accordo riguarda l’arricchimento dell’uranio. Secondo quanto indicato, le parti potrebbero esaminare con uno studio della durata di due anni la fattibilità commerciale dell’arricchimento sul territorio saudita. In caso di esito positivo, potrebbe essere presa in considerazione una struttura in cui la tecnologia sensibile sia tenuta lontana dal personale saudita e sottoposta al controllo americano. Tuttavia, restano incerti la natura giuridica della supervisione, le possibili crisi politiche e i limiti dei futuri trasferimenti di tecnologia. Poiché il testo completo dell’accordo non è stato reso pubblico, non è ancora possibile affermare che gli Stati Uniti abbiano fornito all’Arabia Saudita la tecnologia per l’arricchimento.
Perché è importante
La disposizione collega l’obiettivo nucleare civile dell’Arabia Saudita, volto a soddisfare il fabbisogno energetico del Paese, allo stesso quadro politico che comprende il rapporto di sicurezza con gli Stati Uniti e gli sforzi per aprire il mercato alle aziende americane. Per questo, la questione non consiste soltanto in un piano per ridurre la quota di petrolio e gas naturale nella produzione di elettricità, ma ha anche la natura di una trattativa legata alla scelta di Riad di normalizzare i rapporti con Israele. La questione aperta più importante riguarda il quadro di controllo giuridico nell’ambito del quale verrebbe eventualmente applicata la disposizione sull’arricchimento dell’uranio in Arabia Saudita e il modo in cui verrebbe definito il controllo americano. Poiché il testo completo dell’accordo non è stato condiviso, non esiste un quadro definitivo riguardo alla portata del trasferimento tecnologico e al modo in cui verrebbe mantenuto il controllo in caso di possibili crisi politiche.
Contesto
Israele non è un nome nuovo nell’archivio di FikirPilot: negli ultimi 90 giorni abbiamo pubblicato 2 notizie in cui compare questo nome; la più recente è datata 28 agosto 2026. Lo sviluppo qui descritto si aggiunge a quei record presenti nel nostro archivio; il lettore può seguire dall’archivio gli articoli precedenti che riportano lo stesso nome e ricostruire l’intera linea temporale.