Il presidente Recep Tayyip Erdoğan, nel discorso pronunciato al Vertice Internazionale della Giustizia, ha affermato che la giustizia è il fondamento su cui è costruito lo Stato e che non si può parlare di giustizia laddove vengano abbandonati coscienza, equità e uguaglianza.
Erdoğan ha dichiarato che il sistema internazionale sta subendo un’erosione di fiducia e reputazione e che l’ordine attuale non è equo né sostenibile. Affermando che gli accordi internazionali e le sentenze dei tribunali non vengono applicati, Erdoğan ha ricordato che lo stallo nello Stretto di Hormuz non è stato risolto, che la guerra Russia-Ucraina dura da 4,5 anni e gli sviluppi in Yemen e Sudan.
Toccando il tema di Gaza, Erdoğan ha detto che oltre 75 mila abitanti di Gaza sono stati uccisi, che scuole e ospedali sono stati bombardati, che il cessate il fuoco stabilito lo scorso anno è stato violato da Israele e che i luoghi sacri di Gerusalemme sono stati oggetto di attacchi. Ha affermato che Israele considera la tranquillità e la pace della regione come una minaccia per sé.
Ribadendo che “il mondo è più grande di 5”, Erdoğan ha dichiarato che continueranno a difendere i diritti degli oppressi e delle vittime. Chiedendo ai partecipanti cooperazione nella lotta contro i crimini transnazionali, Erdoğan ha affermato che chi si pone al di fuori della legge non dovrebbe essere al sicuro, ovunque si nasconda.
Perché è importante
Il discorso svolge la funzione di mantenere questi dibattiti all’ordine del giorno diplomatico, portando la situazione del cessate il fuoco a Gaza e le affermazioni secondo cui le decisioni dei tribunali internazionali non vengono applicate su una piattaforma internazionale incentrata sulla giustizia. La menzione di Hormuz, Russia-Ucraina, Yemen e Sudan nello stesso quadro mostra che la critica non è rivolta a una singola crisi, ma al funzionamento del sistema globale. La richiesta ai partecipanti di cooperazione nella lotta contro i crimini transnazionali indica che il discorso, andando oltre una valutazione astratta, trasmette una richiesta concreta ai paesi interlocutori. La reiterazione dell’enfasi sul fatto che “il mondo è più grande di 5” dimostra che prosegue l’obiezione da tempo avanzata nei confronti dell’attuale architettura di sicurezza. D’altro canto, nel testo non figura alcun meccanismo o calendario su come queste richieste saranno attuate; come il discorso sarà accolto presso i paesi partecipanti rimane la questione fondamentale ancora aperta.